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Boom di nascite a Roma nel 2020

L'ultima domenica di febbraio nel parco di Villa Doria Pamphili. Keystone / Fabio Frustaci

Mentre in Svizzera è noto che il semi-confinamento della primavera 2020 non ha portato a un picco di nascite nove mesi dopo -si è anzi registrata una flessione nel numero di gravidanze, dopo una decina d'anni in aumento- altrove il lockdown ha portato a un aumento della natalità. È il caso della città di Roma, dove martedì si è appreso che nel 2020 hanno visto la luce oltre 2'000 bambini in più rispetto all'anno precedente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2021 - 09:15

Il 10% di dolci attese in meno osservato in autunno in Svizzera si spiega piuttosto facilmente: lo stress da pandemia che diminuisce la fertilità, il confinamento che riduce i nuovi incontri, i giovani malati che riducono temporaneamente l'attività sessuale e le preoccupazioni economiche che condizionano la voglia di diventare genitori.

Del resto, sottolinea uno studio condotto a Losanna, anche le epidemie del passato hanno portato a una diminuzione delle nascite. Perlomeno in un primo tempo, poiché un anno e mezzo o due dopo la fine dell'emergenza si assiste di solito a un recupero.

A Roma, invece, sembra trovare conferma l'idea comune che le coppie costrette a casa procreano di più. E così, mentre in Italia si diffonde la notizia del superamento della soglia psicologica dei 100'000 morti a causa del Covid, si parla anche di incremento delle nascite. Nella sola capitale, sono nati oltre 2'000 bebè in più, per un totale di oltre 22'000.

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Il servizio da Roma su quella che già viene chiamata 'Generazione lockdown'.

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tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 10.03.2021)

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