"Generazione lockdown" Boom di nascite a Roma nel 2020

Veduta di un parco cittadino con famiglie e bambini che giocano e un uomo che suona il contrabbasso

L'ultima domenica di febbraio nel parco di Villa Doria Pamphili.

Keystone / Fabio Frustaci

Mentre in Svizzera è noto che il semi-confinamento della primavera 2020 non ha portato a un picco di nascite nove mesi dopo -si è anzi registrata una flessione nel numero di gravidanze, dopo una decina d'anni in aumento- altrove il lockdown ha portato a un aumento della natalità. È il caso della città di Roma, dove martedì si è appreso che nel 2020 hanno visto la luce oltre 2'000 bambini in più rispetto all'anno precedente.

Il 10% di dolci attese in meno osservato in autunno in Svizzera si spiega piuttosto facilmente: lo stress da pandemia che diminuisce la fertilità, il confinamento che riduce i nuovi incontri, i giovani malati che riducono temporaneamente l'attività sessuale e le preoccupazioni economiche che condizionano la voglia di diventare genitori.

Del resto, sottolinea uno studio condotto a Losanna, anche le epidemie del passato hanno portato a una diminuzione delle nascite. Perlomeno in un primo tempo, poiché un anno e mezzo o due dopo la fine dell'emergenza si assiste di solito a un recupero.

A Roma, invece, sembra trovare conferma l'idea comune che le coppie costrette a casa procreano di più. E così, mentre in Italia si diffonde la notizia del superamento della soglia psicologica dei 100'000 morti a causa del Covid, si parla anche di incremento delle nascite. Nella sola capitale, sono nati oltre 2'000 bebè in più, per un totale di oltre 22'000.

Il servizio da Roma su quella che già viene chiamata 'Generazione lockdown'.

Desiderate ricevere ogni settimana una selezione di nostri articoli? Abbonatevi alla newsletter gratuita.

La dichiarazione della SRG sulla protezione dei dati fornisce ulteriori informazioni sul trattamento dei dati.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 10.03.2021)

Parole chiave