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Italia-Svizzera, firmato l'accordo sull'imposizione fiscale dei frontalieri

La distinzione tra "vecchi" e "nuovi" frontalieri sarebbe confermata. © Keystone / Gaetan Bally

Dopo le indiscrezioni emerse la sera prima, mercoledì mattina è stato firmato a Roma l'accordo sull'imposizione fiscale dei frontalieri. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2020 - 08:28

L'accordo tra Italia e Svizzera che regola l'imposizione fiscale dei frontalieri in vigore attualmente risale al 1974. Un nuovo accordo era stato parafato nel 2015, ma non è stato mai firmato.

I negoziati hanno subito un'accelerazione e anche gli ultimi aspetti formali sono dunque stati risolti.

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I dettagli verranno presentati mercoledì in giornata, ma il nuovo accordo confermerebbe l'introduzione della distinzione tra gli attuali frontalieri e quelli futuri.

Per i primi rimarrebbe in vigore il trattamento fiscale attuale. Per i nuovi frontalieri, invece, la Svizzera tratterrà una percentuale più elevata dell'imposta alla fonte (ora è del 61,2%, nell'accordo mai firmato del 2015 del 70%, ora si arriverebbe all'80%).

Dal 2034, inoltre, verrebbe abolito il meccanismo dei ristorni. La totalità delle le tasse imposte ai "vecchi" frontalieri resterebbe nella Confederazione, ai relativi cantoni.

Nel prossimo video le considerazioni del corrispondente della RSI da Roma alla vigilia della firma dell'accordo.

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tvsvizzera.it/Zz con RSI News e TG (22.12.2020)

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