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Errore medico a Sorengo, fu anche truffa?

Il chirurgo che operò una mastectomia sulla paziente sbagliata mentì alla donna e scrisse il falso sul rapporto; da verificare come fatturò l'intervento alla cassa malati

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 luglio 2015 - 19:50

Truffa all'assicurazione malattia per avere fatturato un'operazione errata: c'è anche questa ipotesi, al vaglio degli inquirenti, nei confronti del ginecologo che lo scorso anno alla clinica Sant'Anna di Sorengo asportò per errore i seni di una paziente.

L'errore fu causato non da una, ma da una serie di circostanze, tra cui il mancato controllo del braccialetto di identificazione. Dopo l'intervento, il medico mentì alla paziente, dicendole che l'operazione si era necessaria a causa di un tumore più grande del previsto, e scrisse lo stesso sul rapporto operatorio.

All'errore medico si aggiungono quindi le bugie alla paziente, la falsificazione di un documento, e un dubbio: l'operazione è stata fatturata alla cassa malati? Giorgio Merlani, medico cantonale, ci risponde che spetta alla Procura a verificarlo.

Intanto, la Commissione di vigilanza sanitaria del Cantone Ticino, cui la paziente si era rivolta tre mesi dopo l'operazione, dovrà elaborare una proposta di sanzione, e decidere se ci sono gli estremi per una sospensione del ginecologo. La decisione di sospensione vera e propria spetterà poi al Consiglio di Stato.

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