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Quando il calcio diventa integrazione

Alla vigilia dei campionati europei di calcio, la Svizzera si prepara a Lugano. Una squadra multietnica che è anche lo specchio del paese. Partendo sin dalle squadre regionali giovanili

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2016 - 19:52

Da quando l'UEFA e la FIFA hanno accettato il Kosovo come nuovo membro, alcuni giocatori svizzeri (Shaqiri, già interista, Xhaka neo acquisto dell'Arsenal e Behrami già giocatore di Lazio e Fiorentina) si sono sentiti sotto pressione: scegliere la Svizzera o il Kosovo? Una domanda anche identitaria che la maggior parte dei giocatori svizzeri (nella rosa per Francia 2016 "solo" 12 giocatori sono svizzeri figli di svizzeri) si sono prima o poi posti.

Ma come dimostra la nazionale elvetica, l'integrazione passa anche dallo sport. E il calcio, sport di massa, è sicuramente un veicolo eccezionale per permettere ai giovani stranieri di integrarsi nella loro nuova realtà.

E non parliamo solo di squadre nazionali. Anche di piccole realtà regionali. Piccole società di calcio confrontate con la questione dell'integrazione. Guardate il servizio. Ci sono sorprese.

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