Profondo rosso La pandemia svuota le casse del canton Ticino

Un avviso sulla chiusura dei confini ticinesi fino a nuovo avviso.

Prima della crisi sanitaria mondiale era previsto avanzo d’esercizio di 4,1 milioni di franchi. "Il risultato negativo - commenta il Governo ticinese - è influenzato dagli effetti della pandemia di COVID-19".

Keystone / Pablo Gianinazzi

Il coronavirus, come facilmente si poteva prevedere, sta affossando le finanze ticinesi. La conferma arriva mercoledì dal governo cantonale: in base al rendiconto intermedio di fine agosto 2020, il disavanzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 269,5 milioni di franchi.

Le cifre messe nero su bianco mercoledì dal Governo confermano dunque il duro colpo inferto dalla pandemia alle finanze cantonali. "Questo risultato è frutto di una situazione inaspettata ed improvvisa arrivata all'inizio di quest'anno. E che purtroppo ha un'incidenza anche sulle finanze pubbliche", commenta il direttore il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta.

Ricordiamo che prima della crisi sanitaria mondiale era invece previsto avanzo d’esercizio di 4,1 milioni di franchi. "Il risultato negativo - commenta il Governo ticinese - è influenzato dagli effetti della pandemia di COVID-19".

Al peggioramento del risultato rispetto al preventivo concorrono sia una maggiore spesa per complessivi 59,5 milioni di franchi (50 per le sole ospedalizzazioni), sia minori ricavi per 214,1 milioni di franchi.

La situazione può peggiorare?

Alla fine dell'anno mancano ancora quattro mesi, la situazione può ancora peggiorare? "La situazione è marcata da grandi incertezze. E dunque non sappiamo con precisione come evolverà", prosegue.

"Quello che possiamo dire, è che rispetto a 15 anni fa, quando si registrò un risultato analogo, abbiamo delle sostanziali differenze", aggiunge. "Anzitutto oggi purtroppo il Cantone parte da una situazione dove non ha grandi riserve a disposizione. Avevamo appena risanato le finanze del Cantone. E stavamo accumulando un po' di riserve. Ma queste sono insufficienti per far fronte a queste importanti perdite. Mentre 15 anni fa le riserve erano importanti", afferma ancora Vitta.

"Inoltre la genesi della situazione è differente: 15 anni fa era stata programmata con delle scelte politiche. Questa è frutto di una situazione imprevista e non programmabile", conclude.

Ecco il servizio del Quotidiano:



tvsvizzera.it/fra con RSI

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