politica svizzera Via i dazi industriali, benefici per aziende e consumatori

Guy Parmelin

Il ministro dell'economia Guy Parmelin.

Keystone / Anthony Anex


Diversi beni importati, tra cui automobili, elettrodomestici e capi d'abbigliamento, costeranno meno in Svizzera.

Il governo ha infatti sottoposto alle Camere federali la propostaLink esterno di sopprimere i dazi doganali su una serie di prodotti industriali e i loro prezzi, che oggi sono in media superiori del 30% a quelli praticati nei paesi vicini, sono destinati a diminuire.

A beneficiarne saranno in primo luogo i consumatori ma riflessi positivi sono attesi anche nel mondo dell'economia. Le imprese potranno importare dall'estero a prezzi più competitivi e verrà alleggerito il loro onere burocratico, aspetto da non trascurare per le Pmi che hanno un apparato amministrativo meno articolato e che rappresentano un ramo nevralgico del sistema produttivo svizzero. Il servizio del TG.


Per il consigliere federale Guy Parmelin la riforma consentirà di rafforzare la piazza economica elvetica, considerato che le aziende beneficeranno di costi intermedi più bassi, con conseguente abbassamento dei prezzi di produzione. I dazi, introdotti per tutelare le imprese svizzere si sono trasformati oggi in un ostacolo al commercio, secondo quanto è stato sottolineato mercoledì nel corso di una conferenza stampa a Berna.

Ma ovviamente la proposta di sopprimere le tasse doganali, analogamente a quanto già fatto ad esempio da Islanda, Canada e Nuova Zelanda e Norvegia, comporterà il calo degli introiti per le casse della Confederazione: nel 2018 i dazi industriali hanno infatti fruttato 560 milioni di franchi, pari allo 0,7% delle entrate totali.

Ma questo aspetto non sembra preoccupare troppo Berna: secondo le stime del governo un terzo dell'ammanco potrà essere recuperato dall'incremento delle imposte generato dalla manovra. Gli effetti positivi della proposta, derivanti direttamente dalla soppressione dei tassi, dall'aumento della produttività e dalla riduzione degli oneri amministrativi, sono quantificati in 860 milioni di franchi. La reazione dei consumatori alla proposta.




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