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Contro-dazi UE anche sull'acciaio svizzero

La Svizzera chiede di essere esonerata, così che l'UE rispetti gli impegni presi con l'Accordo di libero scambio del 1972 [immagine d'archivio]. © KEYSTONE / GAETAN BALLY

Si ritorcono anche contro la Svizzera, le misure dell'Unione Europea sulle importazioni d'acciaio decise in reazione ai dazi USA. Le industrie elvetiche potranno tuttavia contare su contingenti tariffari specifici per alcuni gruppi di prodotti siderurgici. La Confederazione chiedeva di essere esonerata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 febbraio 2019 - 20:55
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 01.02.2019)

L'UE ha annunciato giovedì l'introduzione delle misure di salvaguardia definitiveLink esterno sulle importazioni di alcuni prodotti siderurgici in provenienza da Paesi terzi, dunque anche dalla Svizzera. 

Dazi supplementari obbligatori pari al 25% saranno imposti fino al 30 giugno 2021 sulle importazioni che superano i contingenti.

La Svizzera, strettamente legata al mercato dell'acciaio in Europa, ha tuttavia ottenuto un contingente tariffario specifico per 7 delle 26 categorie di prodotti (su 28) alle quali si applicano le misure. Una concessione che attenua l'effetto delle misure di ritorsione così come erano entrate in vigore, provvisoriamente, la scorsa estate.

Limitazione al commercio CH-UE

La Svizzera -ha ribadito venerdì a Berna Stefan FlückigerLink esterno, delegato del Consiglio federale agli accordi commerciali e capo dei servizi specializzati d'economia esterna alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO)- chiedeva di essere esclusa dai contro-dazi.

Bruxelles è tenuta a configurarli in modo che non compromettano il libero scambio tra UE e Svizzera sancito da un AccordoLink esterno del 1972, mentre queste misure "pregiudicano la libertà dei flussi di merci tra le due parti, danneggiando così l'industria siderurgica elvetica".

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Il delegato del governo ha ricordato che il 98% delle importazioni d'acciaio svizzere proviene dall'UE e il 95% delle esportazioni fa il percorso inverso.

Contro le stesse imprese europee

Secondo Jean-Philippe Kohl, vicedirettore e capo della divisione Politica economica dell'associazione dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica SwissmemLink esterno, con tale decisione l'UE si danneggia da sola.

Diverse imprese elvetiche, ha osservato, fabbricano ed esportano materiali e prodotti "hi-tech", ad esempio nel settore automobilistico, di cui hanno bisogno le aziende europee.

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