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Accordo istituzionale, “Occorre continuare a trattare con l’UE

Parmelin e Von der Leyen al vertice dello scorso 23 aprile.
Parmelin e Von der Leyen al vertice dello scorso 23 aprile. Keystone / Francois Walschaerts / Pool

La Commissione di politica estera del Consiglio Nazionale (camera bassa) ha formalmente chiesto al governo, al termine di una riunione straordinaria, di modificare il mandato negoziale affidato alla segretaria di Stato Livia Leu, in modo tale che sia possibile raggiungere un'intesa sull'Accordo istituzionale.

Le persistenti divergenze su tre questioni (aiuti di stato, diritti sociali dei cittadini Ue e tutela dei salari), che si sono palesate nel recente vertice tra Guy Parmelin e Ursula Von der Leyen, rischiano infatti di compromettere in modo irreversibile le relazioni con Bruxelles.

L’organo parlamentare aveva quindi invitato cinque consiglieri federali ad illustrare le conseguenze di un rifiuto dell’Accordo quadro in vari settori ma alla riunione erano presenti solo il ministro degli esteri Ignazio Cassis e il presidente della Confederazione Guy Parmelin.

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“Interrompere i negoziati non è un’opzione se non c’è un concetto di come gli accordi bilaterali possano essere portati avanti”, ha detto in proposito la presidente della commissione Tiana Angelina Moser (Verdi liberali).

In concreto per raggiungere un compromesso con Bruxelles la commissione, a larga maggioranza, ha invitato il Consiglio federale ad adattare il mandato negoziale della sua diplomazia affinché questo si basi su principi generali – e non su regole troppo stringenti – e non sia troppo rigido.

Sul fronte opposto la minoranza ritiene invece che non ci sia bisogno di un accordo istituzionale e che comunque la materia sia di esclusiva competenza dell’esecutivo.

All’unanimità la commissione ha anche chiesto al governo una “documentazione completa” delle conseguenze della sospensione o della rottura dei negoziati con l’UE.

Abbiamo ricevuto risposte molto concrete dal Consiglio federale sulle implicazioni di un fallimento delle trattative, ha precisato la parlamentare, che ha però lamentato il fatto che la commissione non abbia ottenuto durante l’incontro tutte le informazioni che si attendeva. “L’opinione pubblica deve essere informata sulle conseguenze della rottura dei negoziati” e il Consiglio federale finora non l’ha fatto.

Il rischio è che il mancato accordo sul testo, che dovrebbe consentire un aggiornamento dinamico e flessibile delle norme contenute negli accordi bilaterali stipulati tra Berna e Bruxelles, pregiudichi sul medio-lungo periodo l’accesso della Svizzera al Mercato unico europeo (o comunque ne riduca progressivamente la sua partecipazione).

Al riguardo la commissione del Nazionale ha ricordato al Consiglio federale che il consolidamento della via bilaterale è uno degli obiettivi strategici di politica estera e ha insisto sulla ricerca di una soluzione.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 17.5.2021)

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