Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
quanti soldi spenderete nel 2023 per i regali di Natale? Nella Confederazione, sostiene un sondaggio, molte persone quest'anno hanno deciso di destinare all'impresa meno risorse finanziarie. Questione di bilanciare l'aumento del costo della vita e le bollette più salate, che in parecchi cantoni hanno interessato le forniture di energia elettrica. La notizia fa purtroppo il paio con l'allarme lanciato dalle mense per persone povere, secondo le quali c'è stato negli ultimi mesi un marcato aumento dell'affluenza - a San Gallo si parla del doppio. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: c'è chi non ha un pasto caldo, e chi regala oggetti magari anche inutili. Buona lettura con le notizie del giorno.
Dopo la decisione di ieri dell’ente bancario americano, sia la Banca nazionale svizzera che la Banca centrale europea hanno annunciato che i tassi d’interesse guida rimarranno invariati.
Ieri, mercoledì, era toccato alla Federal Reserve statunitense di annunciare la decisione di non modificare il costo del denaro. Oggi l’hanno seguita i corrispettivi enti bancari svizzero ed europeo, che hanno comunicato che non interverranno sui tassi guida bancari.
La Banca nazionale svizzera (BNS), dopo cinque aumenti consecutivi, ha stabilito dunque – per la seconda volta in tre mesi – di mantenere l’indice guida all’1,75%. La BNS ha giustificato la decisione con l’andamento positivo dell’inflazione, pur precisando che la situazione è incerta e che potrebbe cambiare nel corso dei prossimi mesi.
Quanto alla Banca centrale europea (BCE), il tasso sui rifinanziamenti principali resta fermo al 4,50%, quello sui depositi al 4%, e quello sui prestiti marginali al 4,75%.
- La decisione della Banca nazionale svizzera, su tvsvizzera.it.
- Domande e risposte sulla BNS, da tvsvizzera.it.
- L’avventura ultracentenaria di BNS, dagli archivi di tvsvizzera.it.
Sono state pubblicate le motivazioni della condanna di Schmidheiny. Secondo la Corte d’Assise di Novara, l’industriale svizzero era pienamente a conoscenza dei rischi dell’amianto.
La sentenza – 12 anni di carcere e risarcimenti milionari alle vittime e alle loro famiglie – era arrivata nel giugno 2023. Adesso la Corte d’Assise di Novara ha reso pubbliche le motivazioni della condanna di Stephan Schmidheiny. Lo svizzero è da ormai decenni coinvolto in complesse vicende giudiziarie in Italia, a causa dei danni provocati dall’amianto prodotto nelle sue fabbriche.
L’imputato, affermano i giudici, era consapevole che “un utilizzo indiscriminato e non accorto dell’amianto” e “la conseguente elevata polverosità dei locali di lavoro avrebbero comportato seri rischi per la salute dei dipendenti, legati allo sviluppo delle gravi patologie asbesto-correlate, già ai tempi individuate in asbestosi, tumori polmonari e mesotelioma”.
La Corte, inoltre, menziona la “strategia di occultamento” che Schmidheiny avrebbe messo in campo per tentare di difendere la sua azienda dalle accuse dei familiari delle vittime. Un’agenzia di pubbliche relazioni era stata incaricata di monitorare la copertura giornalistica del caso, con l’obiettivo di influenzarla. Il miliardario svizzero ha già annunciato il suo ricorso contro la sentenza.
- Le motivazioni della sentenzaCollegamento esterno raccontate nell’articolo di Claudio Carrer per areaonline.ch.
- Giugno 2023, l’annuncio della condanna e i retroscena del caso su tvsvizzera.it.
- Dagli archivi di tvsvizzera.it, le ipotesi scientifiche sul perché le fibre provocano il mesotelioma polmonare, nell’approfondimento del mio collega Zeno Zoccatelli.
Nuovo Consiglio federale, dopo una giornata ad alta tensione si attende l’annuncio della nuova ripartizione dei dicasteri fra i sette “ministri” svizzeri.
Dopo il tour de force di mercoledì, che ha tenuto una parte del Paese incollata agli schermi televisivi per scoprire il nome del successore al Governo federale del dimissionario Alain Berset, c’è ora grande attesa per l’annuncio della ripartizione dei dicasteri.
Nella giornata di oggi, intanto, si sono succedute le analisi e le reazioni sugli eventi che ieri hanno tenuto col fiato sospeso la Confederazione. Irritate le dichiarazioni dal campo dei Verdi, delusi per l’evidente mancanza di sostegno della candidatura di Gerhard Andrey da parte del Partito socialista (PS).
Jon Pult, secondo candidato del ticket PS, ha invece ostentato tranquillità. “Certo, ha detto, che avrei preferito diventare consigliere federale”. Tuttavia, Pult si è dichiarato soddisfatto della vittoria di Beat Jans, sottolineandone le competenze come politico e amministratore.
- “Leadership cercasi disperatamente”, un’analisi pubblicata da naufraghi.chCollegamento esterno.
- Vacilla la formula del ticket?Collegamento esterno I retroscena in un contributo di Alan Crameri per RSI.ch.
- “Non dobbiamo più nulla al PS”, l’amarezza dei Verdi da laregione.chCollegamento esterno.
La Svizzera deve tagliare i finanziamenti all’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi? In Parlamento, le due Camere non hanno finora trovato l’accordo.
C’è maretta al Palazzo federale di Berna sulla questione dei contributi che la Confederazione versa all’UNRWA. L’agenzia delle Nazioni Unite ha il mandato di sostenere la parte di popolazione palestinese che sia in difficoltà per coprire i bisogni primari, a causa della situazione nel Paese. Una quantità di persone che è vertiginosamente aumentata negli ultimi due mesi, a causa dei bombardamenti israeliani.
Lunedì il Consiglio nazionale, la Camera bassa del Parlamento svizzero, nell’ambito dei tagli al budget 2024, si è espressa per cancellare il contributo di 20 milioni di franchi che la Confederazione versa ogni anno all’UNRWA. La ragione? Secondo la maggioranza, l’agenzia ONU avrebbe di recente assunto posizioni troppo critiche nei confronti di Israele.
La Camera alta, però, si è oggi espressa con una risicata maggioranza per il mantenimento di questo contributo. Il Consiglio degli Stati chiede che siano analizzate le conseguenze di una tale decisione, mentre la “ministra” Karin Keller-Sutter ha menzionato il potenziale danno d’immagine per la Svizzera. Il dossier torna dunque al Consiglio nazionale.
- La notizia, da tvsvizzera.it.
- Il segretario generale dell’UNRWA, lo svizzero Philippe Lazzarini, in aprile aveva lanciato l’allarme sulla situazione nei Territori palestinesi in un’intervista rilasciata a SWI swissinfo.ch.
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