Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
Da una parte arrivano notizie sulla potenziale minaccia per l'umanità che rappresenta l'uso (e abuso) dell'intelligenza artificiale. Dall'altra, però, siamo coscienti del fatto di quanto queste tecnologie ci possano facilitare la vita (forse anche troppo…)
Poi, ogni tanto, arrivano anche notizie che ci fanno sorridere, come per esempio quella del robot che impara a cucinare guardando una trasmissione di cucina. Non so voi, ma io non permetterei a un robot di entrare nella mia cucina. Sarà che cucinare è una delle mie attività preferite ed è la maniera migliore per rilassarmi dopo una giornata di lavoro. Ma capisco che ci sia chi non vede l'ora di sbolognare (è il caso di dirlo!) questa attività ad altre persone o, come in questo caso, ad altre macchine.
Se però poi il robot in questione fa bruciare la cena, la colpa sarà sua o di chi gli ha insegnato a spadellare? Ecco pronta un'altra invenzione: il robot capro espiatorio.
Lasciandovi con questa riflessione, vi invito anche a leggere le principali notizie della giornata.
Via libera dal Consiglio nazionale alla creazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Credit Suisse/UBS.
La camera bassa del Parlamento svizzero l’ha approvata oggi all’unanimità, e domani toccherà al Consiglio degli Stati esprimersi. La Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) avrà il compito di far luce sulle circostanze che hanno portato all’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS.
Fra gli elementi che andranno chiariti, perché il quadro legislativo nato per gestire il salvataggio di UBS nel 2008 nel cosiddetto caso ‘too-big-to-fail’ non sia riuscito ad impedire il fallimento di Credit Suisse. A Palazzo federale ieri i parlamentari e le parlamentari che hanno preso la parola hanno sottolineato l’importanza di andare a fondo della questione in nome dell’interesse pubblico. Damien Cottier (PLR, destra) ha sottolineato che “lo dobbiamo alla gioventù del nostro paese, perché una crisi di questo genere non deve mai più avvenire”.
Philipp Bregy (Centro) ha illustrato gli obiettivi della CPI: analizzare il ruolo che hanno giocato autorità e aziende, e chiarire le responsabilità di governo e amministrazione federali, ma anche degli enti coinvolti come la FINMA e la Banca nazionale svizzera. La CPI è il più forte strumento di controllo parlamentare ed è stata finora istituita solo in quattro occasioni: sulla vicenda dei Mirages (1964), sulle dimissioni di Elisabeth Kopp (1989), sullo scandalo delle schedature (1990) e sulla cassa pensione federale (1995).
- La notizia sul Corriere del TicinoCollegamento esterno.
- Come funziona una CPI e quali poteri ha? L’articolo di swissinfo.ch.
- “Dovremo sopportare per anni il costo del salvataggio di Credit Suisse”. La posta in gioco per l’interesse pubblico nel video-dibattito di swissinfo.ch.
- “Come la ‘trinità’ svizzera ha costretto UBS a salvare Credit Suisse”. Un articolo del Financial Times ripubblicato da swissinfo.ch
- “178 Miliardi di credito d’emergenza con la Banca nazionale”. I retroscena su Inside Paradeplatz, in tedescoCollegamento esterno.
A due settimane dalle votazioni federali, il secondo sondaggio commissionato dalla SSR indica che su tutti e tre i quesiti potrebbe vincere il “sì”.
Il 18 giugno la cittadinanza svizzera tornerà alle urne per pronunciarsi su tre temi: la nuova legge sul clima, la tassazione sui profitti delle multinazionali e la legge speciale Covid-19. SSR, la Società svizzera di radiotelevisione che detiene la concessione di servizio pubblico e di cui fa parte anche questa testata, ha come da tradizione commissionato un secondo sondaggio sulle intenzioni di voto.
L’istituto gfs.bern ha chiesto alla fine di maggio a circa 12’000 persone come pensino di votare. Rispetto al primo sondaggio di questa tornata di votazione, i cui risultati erano stati resi pubblici a metà maggio, balza agli occhi la diminuzione di sostegno al progetto di legge sulla transizione energetica. I “sì” alla legge sul clima erano il 72% a metà maggio, 62% nel sondaggio reso pubblico ieri (60% nel bacino di svizzeri e svizzere residenti all’estero).
Sembrerebbe più netto il supporto al quesito sulla tassazione delle multinazionali: il 73% delle persone interpellate si preparerebbe a votare a favore della riforma avviata dall’OCSE, in base alla quale le aziende che operano su scala internazionale con un fatturato superiore a 750 milioni di euro siano tassate almeno al 15%. Quanto alla “legge Covid-19”, il sondaggio SSR indicherebbe la possibile approvazione a maggioranza della base giuridica creata durante la recente crisi: sono stati 67% i “sì”, 31% i “no” e un 2% di indecisi.
- I risultati del primo sondaggio SSR sulla votazione del 18 giugno, nell’articolo pubblicato da tvsvizzera.it.
- “La transizione energetica alle urne”, articolo di swissinfo.ch.
- Perché andremo al voto sulla tassazione delle multinazionali, articolo di swissinfo.ch.
- “Perché la Svizzera vota per la terza volta sulla legge Covid-19?”. I contenuti del quesito spiegati nell’articolo di swissinfo.ch.
Un’iniziativa parlamentare, formulata dalla Commissione della politica di sicurezza, che prevede la possibilità di riesportare materiale bellico prodotto in Svizzera a determinate condizioni, è stata adottata oggi dal Consiglio degli Stati (la Camera alta del Parlamento elvetico) con 22 voti a 17 e 4 astensioni.
Quali sono queste condizioni? La Legge sul materiale bellico può essere modificata nel caso di forniture a Stati che si riconoscono negli stessi valori della Svizzera e che dispongono di un regime di controllo delle esportazioni simile quello elvetico (come Francia o Germania). Questi Stati si devono impegnare a non trasferire il materiale bellico per cinque anni. Dopo tale scadenza possono farlo soltanto se il Paese di destinazione non è coinvolto in un conflitto armato interno o internazionale.
Tale restrizione, però, non va applicata ai casi in cui un Paese di destinazione – come l’Ucraina – si avvale del suo diritto di autodifesa conformemente al diritto internazionale. Oltre a ciò, non deve violare in maniera grave i diritti umani e non vi deve essere alcun rischio che le armi vengano impiegate contro la popolazione civile.
Un aspetto cruciale di questa iniziativa è che le dichiarazioni di non riesportazione che sono state firmate più di cinque anni prima dell’eventuale entrata in vigore della modifica della Legge sul materiale bellico vengono dichiarate nulle.
- Leggi la notizia e le ragioni del “sì” e del “no” sul portale online del Corriere del TicinoCollegamento esterno.
- “Materiale bellico, la neutralità svizzera come strategia commerciale”: un articolo del mio collega David Eugster.
- “Come l’industria svizzera degli armamenti trae profitto dalla guerra in Ucraina”: un contributo dei miei colleghi Pauline Turuban e Samuel Jaberg.
L’ingaggio di Mario Balotelli al Sion passerà alla storia come uno dei più grossi fallimenti del calcio svizzero. La sua squadra è stata retrocessa martedì in serie B e durante la stagione l’attaccante italiano ha ancora una volta fatto parlare di sé per il suo comportamento più che per le sue (pessime) prestazioni.
Doveva essere una delle stelle della stagione 2022-2023 del campionato rossocrociato. Ingaggiato a fine agosto a suon di milioni (si parla di otto milioni per due anni) dal vulcanico presidente dell’FC Sion Christian Costantin, Mario Balotelli ha però concluso la stagione con un misero bilancio di sei reti, di cui la metà segnate su rigore.
I quattro allenatori che si sono succeduti sulla panchina della squadra vallesana ci hanno provato in tutti i modi, ma neanche la fascia di capitano sul braccio è bastata. Ad eccezione di qualche scampolo di partita, per la maggior parte della stagione Balotelli è stato un fantasma sul terreno da gioco. Quando ha giocato, perché tra infortuni (veri o presunti) e squalifiche, è sceso in campo appena 19 volte.
L’attaccante italiano è così finito ai margini della squadra, tanto che l’allenatore Paolo Tramezzani (licenziato in dicembre e reintegrato per l’ultimo scorcio di stagione) non lo ha più convocato. L’FC Sion ha così affrontato lo spareggio per non retrocedere senza colui che appena qualche mese fa avrebbe dovuto – nella testa di Christian Costantin – fare sfracelli contro le deboli, o presunte tali, retroguardie delle squadre svizzere. Contro la terza squadra di serie B, lo Stade Lausanne-Ouchy, che appena nove anni fa militava nella quarta lega del campionato svizzero, il Sion è però naufragato, perdendo nettamente sia all’andata che al ritorno. Difficile, ora, che Balotelli malgrado l’ulteriore anno di contratto che lo lega al Sion torni a calcare qualche campo di calcio del campionato svizzero. Ma chi lo sa. Forse nella serie B elvetica riuscirà a tornare a fare la differenza.
- La delusione del Sion su tio.chCollegamento esterno
- A febbraio, il commentatore di blue Sport Dani Wyler diceva “Non credo in un lieto fine con Mario Balotelli”Collegamento esterno
- Intervista di RSI Sport con Paolo TramezzaniCollegamento esterno, allenatore del Sion.
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