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pannelli solari

Oggi in Svizzera

Care lettrici, cari lettori,

Sono 12. L’edizione 2022 della guida Michelin Svizzera comprende quest’anno per la prima volta quattro ristoranti a tre stelle: il ristorante Memories del Grand Resort di Bad Ragaz fa ormai compagnia al Cheval Blanc di Basilea, all’Hôtel de ville di Crissier e allo Schloss Schauenstein di Fürstenau. Una grande soddisfazione per lo chef 35enne Sven Wassmer.

I bistellati e i monostellati, come pure le new entry, sono diverse decine che non starò qui a elencare (li potete trovare su questa pagina), ma mi sorge una domanda: faranno parte di quelle strutture che dovranno prendere decisioni drastiche nel corso dell’inverno che è alle porte? Se volete sapere di quali misure sto parlando, vi basta continuare a leggere questa newsletter.

imamgine in bianco e nero di bambina seduta per terra in un angolo, abbraccia un cuscino
Keystone / Markus Schreiber

Protezione Infanzia Svizzera torna a chiedere che il diritto dei bambini a un’educazione non violenta sia sancito dalla legge dopo che uno studio dell’Università di Friburgo ha rivelato che in Svizzera un bambino su due subisce violenza fisica o psicologica tra le mura di casa.  

Stando ai dati raccolti interrogando 1’023 famiglie, il 40% dei genitori in Svizzera ha già usato punizioni corporali nei confronti dei propri bambini, nel 15% dei casi si tratta di sculacciate. Quasi un genitore su sei ricorre inoltre regolarmente all’uso della violenza psicologica: nei casi più frequenti si tratta di gravi insulti seguiti da privazione di affetto. Un bambino su cinque è vittima di gravi violenze e ogni anno in 1’500 finiscono al pronto soccorso pediatrico degli ospedali a causa di cosiddette “misure educative”.  

In passato già il comitato dell’ONU sui diritti umani aveva deplorato l’assenza di regole specifiche nella Confederazione. Questo anche alla luce del fatto che nella cinquantina di Stati di tutto il mondo che si sono dotati di norme in questo campo è stato constatato un miglioramento a volte netto della situazione.  

Un’educazione violenta causa diversi problemi ai ragazzi: danni fisici, deficit cognitivi o emotivi, danni psicologici (depressione, pensieri suicidi, alcolismo, tossicodipendenza). Motivi per i quali, si può leggere sul sito della fondazione, “è necessaria una legge adeguata che assicuri il diritto all’educazione non violenta: l’educazione dei figli è un fatto privato, la violenza sui bambini no”. 

tavola apparecchiata con vista su montagne innevate
© Keystone / Gaetan Bally

Il settore alberghiero elvetico è preoccupato: con l’arrivo dell’inverno e della crisi energetica preannunciata molte strutture temono di dover chiudere se la fattura energetica dovesse triplicare. Lo ha fatto sapere l’associazione mantello Hotelleriesuisse.  

Un problema particolarmente sentito da chi ha dovuto rinnovare i contratti di fornitura proprio quest’anno, come è per esempio il caso dell’hotel Adula di Flims, che dovrà sborsare 100’000 franchi supplementari per poter fornire agli ospiti delle sue 93 camere le comodità dello SPA e della piscina esterna riscaldata. È quanto dichiara il direttore della struttura Paul Urchs in un articolo apparso su 24heures.ch. 

Quello alberghiero è un settore che è stato messo a dura prova da diverso tempo ormai a causa della pandemia di Covid-19 e di un franco sempre più forte. E la situazione, al momento attuale, non sembra andare verso un miglioramento: secondo gli ultimi dati raccolti, le prenotazioni per la stagione invernale sono sotto la media degli ultimi anni. 

E se le strutture di accoglienza sono preoccupate, la situazione non è molto più rosea sulle piste da sci: il capo del dipartimento dell’economia e della formazione del canton Vallese, Christophe Darbellay, ha dichiarato che “non sono escluse” chiusure degli impianti di risalita se la situazione energetica non dovesse migliorare. “Il Consiglio federale sta tardando con le ordinanze. Non ci dice davvero cosa intende fare in caso di penuria”, ha detto Darbellay in un’intervista rilasciata al domenicale Matin Dimanche.  

piloti in sciopero
© Keystone / Alexandra Wey

Aeropers, l’associazione dei piloti Swiss si è riunita domenica per votare su diverse misure di lotta sindacale. Tra queste anche uno sciopero, che è stato accettato dal 93,7% dei votanti.  

Uno sciopero che però ancora non avrà luogo: l’associazione spera infatti ancora negli incontri del 22 e 23 ottobre con il CEO di Swiss Dieter Vranckx, viene sottolineato in una nota. Se non verrà trovata un’intesa sul contratto collettivo di lavoro, scaduto lo scorso primo aprile, verranno applicate “le necessarie misura di lotta”. Fino ad allora, i piloti continueranno a svolgere il loro dovere e Aeropers si esprimerà il 24 ottobre su cosa succederà in seguito. 

Intanto c’è chi ha già incrociato le braccia: i piloti di Eurowings, filiale Lufthansa proprio come Swiss, scioperano da oggi fino a mercoledì, dopo aver già interrotto il servizio per un giorno lo scorso giovedì. Il personale chiede una riduzione dei tempi massimi di volo e un aumento dei periodi di riposo. 

Uno sciopero che sta avendo conseguenze anche nella Confederazione: diversi voli sono stati annullati, ma grazie al fatto che la filiale austriaca di Eurowings Europe non sta partecipando all’azione sindacale, dei 400 previsti su tutto il continente, oltre 230 dovrebbero essere garantiti. Sei quelli soppressi a Zurigo. 

pannelli solari
© Keystone / Gaetan Bally

Secondo alcune ricerche, l’installazione di pannelli solari sulle cime delle Alpi svizzere potrebbe generare almeno 16 terawattora (TWh) di elettricità all’anno, pari a circa metà dell’energia solare che le autorità locali sperano di produrre annualmente entro il 2050. 

Nella Confederazione sono rari i parchi fotovoltaici presenti invece in grandi quantità in Paesi come la Cina. Qui, in genere, i pannelli vengono perlopiù montati su infrastrutture esistenti, come rifugi, impianti di risalita o dighe, che attualmente coprono circa il 6% del fabbisogno energetico del Paese.  

Una percentuale che il progetto Gondosolar vuole incrementare: su un terreno privato in cima a una montagna vicina al confine tra Italia e Svizzera è prevista l’installazione di 4’500 pannelli su 10 ettari (pari a circa 14 campi da calcio). Secondo il promotore del progetto e proprietario del terreno Renato Jordan potranno essere prodotti 23,3 milioni di kilowattora (KWh) all’anno, sufficienti per coprire il fabbisogno di 5’200 abitazioni del luogo.  

Il progetto è sostenuto dal comune di Gondo-Zwischbergen e dall’azienda elettricaa Alpiq e costerà 42 milioni di franchi. Non mancano però le controversie: secondo Maren Kern, direttrice di Mountain Wilderness Svizzera, bisogna sfruttare maggiormente il potenziale di edifici e infrastrutture già esistenti, senza andare a deturpare i paesaggi alpini. Anche perché, secondo l’Ufficio federale dell’energia, installare pannelli su tetti e facciate esistenti fornirebbe 67 terawattora di energia fotovoltaica all’anno, una quantità doppia rispetto all’obiettivo che si sono poste le autorità elvetiche (34 TWh all’anno entro il 2050).  

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