
Oggi in Svizzera
Care lettrici, cari lettori,
una catena di supermercati olandese ha deciso, durante la pandemia, di eliminare l’uso delle monetine per i carrelli del supermercato. In Svizzera l’idea non sembra piacere, invece. Le grandi insegne, come si può leggere in un articolo pubblicato oggi sul portale Ticinonews, temono una serie di furti e caos nei parcheggi. Anche se, in realtà, uno o due franchi (o euro) non sono un grande disincentivo per chi si vuole portare a casa il carrello.
Ma soprattutto… le tradizioni sono dure a morire! È vero che ormai siamo abituati a pagare tutto senza usare contanti. Ma la monetina per la spesa l’abbiamo tutte e tutti. E non dimentichiamo la gioia dei bambini quando diciamo loro che dopo aver rimesso il carrello al suo posto, possono tenersi i soldi.
Ora vi lascio alla lettura delle notizie della giornata.

Un sondaggio per i giornali del gruppo Tamedia in vista delle elezioni federali del 2023 vede una leggera avanzata di Verdi liberali (PVL) e Partito liberale radicale (PLR) e un analogo calo per i Verdi. Per quanto riguarda l’Unione democratica di centro (UDC, destra sovranista), il Partito socialista (PS) e il Centro, le variazioni sono inferiori all’1,1%, ossia il margine d’errore preso in considerazione dallo studio.
Se le elezioni federali si svolgessero ora, si osserverebbe un leggero spostamento a destra del Parlamento. Il PLR otterrebbe il 16,4% dei voti in Consiglio nazionale (+1,3%) e il PVL il 9,2% (+1,4 punti). I Verdi perderebbero invece 1,4 punti percentuali (11,8%).
L’UDC (partito di maggioranza relativa con il 25,6% dei voti alle ultime elezioni, quando registrò un calo di 3,8 punti) tenderebbe inoltre a crescere leggermente, mentre PS (16,8% nel 2019) e Alleanza del Centro (11,8% il PPD e 2,4% il Partito borghese democratico PBD nel 2019) perderebbero qualche suffragio.
Il gruppo Tamedia aveva ià condotto lo scorso dicembre un’identica indagine che indicava come vincitori UDC e Verdi liberali. I Verdi risultavano già in calo nel sondaggio di dicembre, ma il partito è ancora ben al di sopra del risultato delle elezioni del 2015 (quando ottenne il 7,1% dei suffragi).
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La notizia sul sito del TagesAnzeiger (in tedesco)
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I risultati del sondaggio Tamedia svolto in dicembre
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Dagli archivi di SWI Swissinfo.ch: “Il nuovo Parlamento svizzero in cinque grafici”

Il numero di arrivi di rifugiate e rifugiati ucraini in Svizzera è diminuito e per questa ragione la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha deciso di ridurre del 50% il personale ausiliario nei Centri federali d’asilo. Da 130 equivalenti a tempo pieno si passerà a circa 60 in tutta la Confederazione (circa 11 persone per centro).
In un’email inviata agli impiegati ausiliari, la SEM scrive: “In maggio abbiamo supposto che il numero di persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina sarebbe rimasto a un livello elevato e costante sino alla fine dell’anno. Oggi, tuttavia, questa ipotesi non è stata confermata”.
Una diminuzione che è stata particolarmente marcata nelle ultime settimane e anche nelle prossime, prosegue la SEM, “partiamo dal presupposto che le richieste di statuto S si stabilizzeranno a questo livello inferiore”.
A metà marzo i sei centri federali registravano circa 1’000 domande al giorno, mentre attualmente sono meno di 100. Attualmente nella Confederazione si trovano circa 60’000 persone che sono fuggite dal conflitto in Ucraina.
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La notizia sul sito del Corriere del Ticino
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La storia di due rifugiate ucraine a Berna su SWI Swissinfo.ch
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Informazioni riguardanti la crisi ucraina sul sito della SEM

Per la prima volta dal 2008 l’inflazione in Svizzera ha superato il 3%: nei mesi estivi, infatti, il rincaro si è rivelato essere più forte del previsto, in particolare a causa della crisi energetica europea e della siccità che ha interessato tutto il continente.
Credit Suisse ha così rivisto le sue stime annue: i prezzi al consumo dovrebbero salire del 2,9% e non del 2,3% come invece pronosticato nella stima precedente.
Crisi energetica e siccità hanno fatto aumentare, per esempio, i costi di trasporto dei prodotti petroliferi sul Reno. C’è però una buona notizia: secondo gli esperti dell’istituto di credito, nei prossimi mesi, grazie a fattori stagionali e miglioramenti nella catena degli approvvigionamenti, le pressioni si attenueranno. Il franco sempre più forte, inoltre, dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi di alcuni beni.
Il maggiore freno al rincaro, però, dovrebbe portarlo il rallentamento della crescita economica: Credit Suisse, infatti, si aspetta che nel 2023 il prodotto interno lordo progredisca solo dell’1%, a fronte di un +2,5% previsto per quest’anno. .
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La notizia su laregione.ch
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A giugno la Banca nazionale svizzera aveva alzato i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione
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La pagina dell’Ufficio federale di statistica dedicata ai prezzi in Svizzera

Quella che sta giungendo al termine è stata la seconda estate più calda mai registrata in Svizzera dal 1864, anno in cui sono iniziate le misurazioni. L’unico anno in cui la colonnina di mercurio ha toccato picchi più alti è il 2003.
La temperatura media nazionale di questa estate è risultata superiore di 2,3 gradi rispetto alla media 1991-2020. Nel 2003 i gradi in più erano invece 3. Nessuna regione del Paese è inoltre stata risparmiata e ovunque le temperature sono state più elevate della media.
Quest’anno, inoltre, la calura ha già fatto parlare di sé attorno alla metà del mese di giugno, seguita da un’altra ondata straordinariamente lunga dal 14 al 26 luglio. Dodici giorni che ne fanno uno degli episodi di canicola più lunghi mai misurati. La terza è arrivata a inizio agosto (con un culmine di 38,3 gradi a Ginevra il 4 agosto).
Calore, ma anche siccità: la mancanza di precipitazioni (40-70% in meno rispetto alla media) ha inaridito i terreni, causando non poche difficoltà agli agricoltori che hanno dovuto ricorrere in maniera estesa all’irrigazione artificiale.
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La notizia su tio.chCollegamento esterno
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Una gallery d’immagini sulla siccità in Svizzera su SWI Swissinfo.ch
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Dagli archivi di SWI Swissinfo.ch: dati sulla canicola del 2003
+ https://www.swissinfo.ch/ita/la-svizzera-si-sta-seccando/47819760

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