Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
sta facendo discutere, e non solo alle nostre latitudini, l'iniziativa degli abitanti di Bassersdorf, nel Canton Zurigo, nel corso della festa annuale del paese che si tiene a fine aprile.
Dopo sfilate e intrattenimenti vari gli organizzatori hanno dato fuoco a una sorta di pupazzo, che simboleggia la fine dell'inverno. Il problema è che in quest'edizione è stato incendiato un personaggio con le palesi sembianze di una transessuale.
La comunità Lgbt locale e vari organi internazionali, in particolare anglosassoni, hanno aspramente criticato la manifestazione mentre un cittadino del comune zurighese ha depositato una denuncia alla procura. In ogni caso c'è da scommettere che molti abitanti di Bassersdorf avrebbero fatto volentieri a meno di tutta questa pubblicità.
Ma ora passiamo ad altre notizie dalla Confederazione,
buona lettura.
Per fronteggiare la drammatica crisi idrica nel Nord Italia, dove il Po è sceso a livelli mai visti negli ultimi 70 anni, la Lombardia ha chiesto al Canton Ticino di rilasciare parte delle riserve idriche dagli invasi alpini ma sostanzialmente Bellinzona ha risposto picche.
L’assessore Massimo Sertori ha chiesto di far affluire più acqua al Lago Maggiore per garantire l’attività delle imprese agricole e delle centrali idroelettriche lombarde ma da parte sua il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi ha osservato che sulle montagne elvetiche non vi sono sufficienti riserve a causa della siccità.
Sullo sfondo resta la vertenza italo-svizzera riguardante i livelli estivi del Verbano che a sud si vogliono innalzare per prevenire emergenze idriche mentre la Confederazione, che chiede da tempo di essere coinvolta nella gestione del problema, si oppone per motivi ambientali e turistici (arretramento delle spiagge e dei biotopi).
In proposito la contestata (dalla Svizzera) sperimentazione unilaterale condotta da alcuni anni da parte delle autorità di bacino italiane, che innalzano il lago in estate fino a 1,25 m (invece del previsto 1 metro) al di sopra dello zero idrometrico (posto a 193 metrii s.l.m.) è destinata a concludersi nel 2026.
- Sulle richieste italiane l’articolo di rsi.chCollegamento esterno.
- Sull’emergenza idrica il servizio di lunedì scorso di tvsvizzera.it.
- Un servizio meno recente di tvsvizzera.it, ripubblicato da rsi.chCollegamento esterno, sulla vertenza italo-svizzera riguardante il Lago Maggiore.
Ne avevamo già parlato in passato ma oggi è giunto il via libera definitivo: la legge per l’autorizzazione del rivoluzionario progetto di trasporto delle merci sotterraneo tra i principali centri urbani elvetici entrerà in vigore il primo agosto, secondo quanto ha deciso oggi il governo federale.
La cosiddetta “metropolitana delle merci”, che si svilupperà su 500 km di gallerie a tre corsie, dovrebbe essere inaugurata nel 2045 e costerà tra i 30 e i 35 miliardi di franchi. I convogli cargo – completamente automatizzati e mossi da propulsione elettrica – accederanno attraverso ascensori all’infrastruttura e viaggeranno 24 ore al giorno a una velocità di 30 chilometri orari tra i principali centri logistici dell’Altipiano.
Il progetto sarà finanziato dalla società privata Cargo sous terrain (Cst), cui spetta anche la progettazione, la costruzione e la gestione futura dell’opera. Alle autorità pubbliche incombe invece la realizzazione del quadro giuridico e autorizzativo dell’infrastruttura.
Al riguardo il Consiglio federale, oltre a dare luce verde alla legge sul trasporto delle merci sotterraneo approvata lo scorso dicembre dalle Camere federali, ha adeguato gli allegati di due ordinanze governative indispensabili per la sua realizzazione.
- L’articolo di tvsvizzera.it sullo sviluppo politico riguardante Cargo sous terrain (Cst).
- Ne parla anche tio.chCollegamento esterno.
- Sull’avveniristico progetto l’approfondimento del collega Daniele Mariani.
- La notaCollegamento esterno del sito della Confederazione sulla decisione odierna del governo.
Quarantaquattro misure concrete per combattere la violenza contro le donne sono contenute nel piano nazionale adottato oggi dal governo federale per contrastare questo fenomeno.
Il progetto, che attua la Convenzione di Istanbul cui ha aderito anche la Confederazione, si fonda su tre linee direttrici, secondo quanto riferiscono fonti governative: informazione e sensibilizzazione della popolazione, formazione di specialisti e volontari, prevenzione e lotta contro la violenza sessuale e sessista.
L’implementazione del piano d’azione, che sarà sottoposto a un bilancio intermedio nel 2024 e coinvolge comuni, cantoni e associazioni della società civile, giungerà verosimilmente a termine nel 2026 con la pubblicazione di un rapporto finale.
Il Consiglio federale afferma di prendere sul serio il problema della violenza sulle donne e della violenza domestica, che lo scorso anno è stato all’origine di 19’341 infrazioni registrate dalla polizia, in stragrande maggioranza dei casi collegate a una relazione di coppia (in corso o estintasi). L’86% delle vittime di reati sessuali, sottolinea sempre Berna, sono donne.
- L’articolo di rsi.chCollegamento esterno sul piano nazionale contro la violenza nei confronti delle donne adottato dal Consiglio federale.
- Il servizio di ticinonews.chCollegamento esterno su questa problematica.
- Il comunicatoCollegamento esterno del governo pubblicato sul sito della Confederazione.
Numerosi temporali si abbatteranno sulla Confederazione nei prossimi giorni, soprattutto a nord delle Alpi, secondo quanto hanno informato i servizi meteorologici, e per questo motivo il Centro di informazione per la prevenzione degli incendi (Cipi) ha voluto sensibilizzare la popolazione sui rischi dei fulmini che possono cadere sulle case.
Sulla Svizzera si abbattono infatti dalle 60’000 alle 80’000 saette all’anno e buona parte di queste finiscono sulle costruzioni. L’energia liberata in una frazione di secondo, con temperature che possono raggiungere i 30’000 gradi, è notevole, spiega il Cipi, e può essere all’origine di incendi.
Per questo motivo l’istituto invita ad adottare una serie di misure preventive, tra le quali l’installazione di un parafulmine che consente di scaricare a terra in modo controllato la tensione prodotta dai fulmini.
A chi non dispone di analoghe apparecchiature viene consigliato, durante i forti temporali, di restare al centro dei vani, di non utilizzare bagno e doccia, di evitare contatti con i tubi dell’acqua o del gas e con i cavi dell’impianto elettrico. I veicoli a motore o i convogli ferroviari, viene sottolineato, offrono una buona protezione.
- La questione degli incendi provocati dai fulmini riferita in un articolo di alcuni anni fa di rsi.chCollegamento esterno.
- Sulla tematica di stretta attualità degli incendi durante i periodi di siccità le precisazioniCollegamento esterno dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).
- La notaCollegamento esterno del Centro di informazione per la prevenzione degli incendi (Cipi).
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