La televisione svizzera per l’Italia
Un F/A 18 a terra fotografato al tramonto.

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

oggi un titolare di un negozio di alimentari di San Marino ha scritto sulle reti sociali che ha ricevuto una banconota da 10 euro dalla Svizzera con una lettera di scuse.

La lettera, scritta in tedesco, è di un ragazzino di 12 anni che ha rubato durante una gita un ovetto Kinder. "Domenica 30 maggio sono entrato nel suo negozio. Siccome non avevo soldi ho rubato un ovetto Kinder. Mi dispiace molto, e so di aver sbagliato. Poiché voglio vivere in pace con Dio e con lei, allego 10 euro per farmi perdonare...".

Tutto bene, insomma, tanto che il negoziante ha raccontato che inviterà il ragazzo a ritornare a San Marino, tanto per stringergli la mano.

L entrata dalle sala del Consiglio nazionale. Sala per altro vuota.
Keystone / Peter Klaunzer

Terminata la sessione estiva delle Camere federali che hanno legiferato su diversi temi di stretta attualità.

Tra gli argomenti di stretta attualità, citiamo la sessione straordinaria chiesta dall’UDC per far fronte al sensibile aumento del prezzo dei carburanti: gli interventi proposti sono stati però tutti bocciati. Motivo? Secondo il Consiglio federale, l’inflazione non è così elevata da richiedere un intervento del genere, come in Francia o Italia.

Tra i dossier portati a termine ricordiamo anche la modifica della legge sulla concorrenza sleale. In concreto, in futuro gli hotel attivi in Svizzera saranno liberi di proporre tariffe inferiori alle piattaforme internet come Expedia o Booking. Con questa decisione, le Camere hanno voluto rafforzare la competitività delle strutture ricettive elvetiche.

Non meno importante e di bruciante attualità alla luce della guerra in Ucraina e degli sconvolgimenti geopolitici in Europa, l’aumento dei fondi per l’esercito. Il Parlamento ha deciso di portare almeno all’1% del PIL entro il 2030 le risorse per le spese militari. Questo corrispondente a un budget per la truppa di circa 7 miliardi di franchi rispetto agli attuali 5,5 miliardi.

I ministri degli affari esteri ucraino e svizzero al momento della presentazione della Conferenza.
© Keystone / Laurent Gillieron

Conferenza di Lugano, la presenza di Zelensky non è confermata, quella di Ursula von der Leyen sì.

A tre settimane dalla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, che si terrà a Lugano dal 4 al 5 luglio, l’ambasciatore ucraino in Svizzera, Artem Rybcheno, era in riva al Ceresio per un sopralluogo. Sulla presenza fisica del presidente Zelensky a Lugano l’ambasciatore non si è sbilanciato: “Zelensky è una persona di grande responsabilità e vuole stare accanto al nostro Paese”.

Certa invece la presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che a Lugano dovrebbe presentare un progetto per la ricostruzione dell’Ucraina. Durante il Forum economico di Davos, Ursula von der Leyen aveva proposto un aiuto da 10 miliardi di euro, il più grande pacchetto di questo tipo mai presentato dall’Ue per un Paese terzo.

Alla “Ukraine Recovery Conferenze” (questa la dicitura internazionale dell’incontro) dovrebbero essere rappresentati 40 Paesi e 20 organizzazioni internazionali. Per ora, a parte il nome di Ursula von der Leyen, non sono noti i nomi delle diverse delegazioni. Ma dopo la conferma della presidente della Commissione europea, dovrebbero seguire a ruota quelle degli altri personaggi ospitati.

Una bandiera europea nasconde la facciata di Palazo federale a Berna.
Anthony Anex

Berna vuole intensificare i colloqui esplorativi con l’Ue per migliorare i rapporti con Bruxelles.

Oggi, al termine di una seduta speciale del Consiglio federale dedicata alla politica europea, l’esecutivo ha riconosciuto che vanno intensificati i rapporti con l’Unione europea. Questo alla luce del fatto che il pacchetto negoziale presentato a Bruxelles da Livia Leu, Segretaria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri, “incontra nel complesso l’interesse dell’Ue”.

Questo pacchetto comprende la piena applicazione del primo insieme di accordi bilaterali, ossia la libera circolazione delle persone, il mutuo riconoscimento, il trasporto terrestre e aereo e l’agricoltura. Però Bruxelles insiste con le sue note posizioni in materia di questioni istituzionali, rileva Berna, aggiungendo che ciò rende difficile trovare un punto di incontro tra gli interessi della Svizzera e quelli dell’UE.

Considerata la distanza che separa l’Ue e la Confederazione, sono necessari ulteriori chiarimenti e solo quando ci saranno sufficienti presupposti per avviare nuove trattative, il Consiglio federale affiderà un nuovo mandato negoziale. In particolare, sarà tenuta in considerazione una valutazione politica delle differenze normative tra il diritto svizzero e quello europeo.

Un aereo da caccia elvetico F/A 18
Keystone / Eddy Risch

Boati supersonici nei cieli sopra la Svizzera centrale. Due caccia hanno scortato un aereo di linea di Swiss.

Il motivo dell’intervento di due F/A 18 dell’esercito svizzero non è per il momento noto. L’esercito, secondo un suo portavoce, ha ricevuto un messaggio di allarme alle 18.50. I due caccia sono così decollati e hanno accompagnato l’aereo della compagnia aerea Swiss attraverso lo spazio aereo elvetico fino all’aeroporto di Zurigo-Kloten, dove è atterrato poco prima delle 20.

L’intervento dei due velivoli militari ha provocato dei boati supersonici che sono stati uditi in tutta la Svizzera centrale: i due F/A 18 hanno infatti superato il muro del suono, come ha comunicato la polizia cantonale di Zugo su Twitter dopo aver ricevuto divere chiamate da cittadini preoccupati per il boato sentito.

Come detto, il motivo dell’intervento non è per il momento conosciuto. Né Swiss né l’esercito elvetico hanno rialsciato ulteriori commenti sull’accaduto. Secondo alcune fonti giornalistiche, il velivolo scortato era un apparecchio di Swiss proveniente da Pristina, in Kosovo.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR