Oggi in Svizzera
Care svizzere e cari svizzeri all'estero,
se lasciamo da parte questioni più gravi, come il conflitto ucraino in corso e la pandemia che ci siamo forse lasciati alle spalle, ci sono attualmente pochi temi divisivi come quello riguardante il lupo. Il predatore, protagonista delle fiabe della nostra infanzia, è in forte espansione nel nostro paese, creando non poche proteste e disagi tra gli allevatori.
Ma in sua difesa c'è una folta schiera di animalisti. Due fronti che si stanno mobilitando dopo i due episodi odierni. È di oggi la notizia delle nove pecore uccise nei pressi dell'abitato di Cama, in Mesolcina (Grigioni Italiano).
Sempre oggi le autorità vallesane hanno comunicato l'uccisione di un lupo nella regione di Schattenberg-Augstbord, nell'Alto Vallese. E altri interventi analoghi proseguiranno nei prossimi sei mesi, suscitando le ire degli ambientalisti. Voi da che parte state?
Per il resto della cronaca di oggi vi invitiamo a proseguire nella lettura.
Anche se l’apprezzamento del franco ha contribuito ad attenuare la corsa dei prezzi, i cittadini e le cittadine svizzere non saranno risparmiati dall’incombente salasso nelle bollette dell’elettricità.
Il prossimo anno, avvertono le aziende elettriche, i costi dell’energia rischiano di aumentare di oltre il 20 per cento. Questo significa che una famiglia residente in un appartamento di cinque locali dovrà sborsare nel 2023 per i suoi fabbisogni quotidiani circa 180 franchi in più.
Ma va peggio per le attività commerciali, come un ristorante o una panetteria, che saranno confrontate con incrementi nelle bollette che possono essere anche di 6’000 franchi. Naturalmente l’entità degli incrementi varierà da regione a regione, a seconda della tipologia del fornitore di corrente locale.
In proposito viene sottolineato che la pressione sui prezzi provocata dal conflitto armato in Ucraina si è inserita in un’evoluzione al rialzo che si era già delineata nel 2021 a causa del costo maggiore dei combustibili e della sospensione dell’attività di alcune centrali elettriche.
- Sull’aumento dei costi energetici il contributo del sito della radiotelevisione RsiCollegamento esterno.
- Ne parla anche cdt.chCollegamento esterno.
- Ma la Svizzera resta un paese in cui il costo della bolletta dell’elettricità pesa meno, come spiega la collega Pauline Turuban.
Il sistema di accoglienza degli ucraini in fuga dal conflitto scatenato dalla Russia ha retto nonostante l’intenso afflusso che si è registrato in alcuni momenti. Lo ha specificato oggi a Berna la consigliera federale Karin Keller-Sutter.
Il bilancio dei tre mesi di emergenza, che nelle fasi di maggiore pressione ha comportato l’arrivo di 1’800 persone al giorno, viene considerato positivo, così come la mobilitazione della popolazione, che ha consentito a 21’000 sfollati (su un totale di 50’000 ingressi) di trovare autonomamente un alloggio presso privati. Le previsioni indicano una media di 10’000 nuovi arrivi al mese.
Il tiro va corretto riguardo alla ripartizione degli ucraini che si concentrano soprattutto in alcune aree urbane (Berna e Zurigo), generando costi supplementari in alcuni cantoni (la Confederazione versa 1’500 franchi al mese per sfollato, più un forfait di 3’000 franchi per corsi di lingua).
Si sta inoltre pensando di regolamentare la possibilità di rientrare temporaneamente nel loro paese agli espatriati. L’obiettivo è quello di evitare possibili abusi. In proposito è in progettazione una banca dati europea. Ma la sfida principale su cui Confederazione, cantoni e comuni si stanno impegnando è quella della scolarizzazione di 12’000 ragazzi ucraini.
- Il servizio di rsi.chCollegamento esterno sul bilancio della consigliera federale Karin Keller-Sutter.
- La notizia riferita da laregione.chCollegamento esterno.
- Sulla politica adottata da Berna in questa emergenza le spiegazioni della ConfederazioneCollegamento esterno.
Resti di una villa romana, conservati in modo “eccezionale” secondo quanto ha indicato il Servizio archeologico del Canton Friburgo, sono stati scoperti nel piccolo villaggio di Grenilles (FR).
Le vestigia, che si trovano a pochi centimetri sotto la superficie, sono state rinvenute durante gli scavi per l’edificazione di alcune case unifamiliari. In una prima fase è venuto alla luce l’angolo nord-est di un immobile rurale gallo-romano formato da due parti distinte, con muri alti circa 1,5 metri (aspetto questo ritenuto dagli archeologi eccezionale). E all’interno di una stanza sono visibili i resti degli affreschi che ornavano le pareti.
Nella seconda sezione dell’edificio, che è stato abitato fino all’inizio del IV secolo, è stata rinvenuta una mezza dozzina di locali articolati attorno a una corte. Nel corso degli scavi sono stati recuperati quasi 4’000 oggetti, tra cui pezzi in ceramica, bicchieri, utensili in ferro, gioielli e monete in bronzo e animali selvatici.
Purtroppo è sconosciuta l’estensione verso ovest della villa che è andata distrutta durante la precedente realizzazione di case moderne. Gli interventi degli archeologi, che si concentreranno nella sezione inferiore, dureranno almeno fino al prossimo autunno.
- Ne parla tio.chCollegamento esterno.
- Le immagini della villa romana nel servizio video di TelebaernCollegamento esterno (in tedesco).
- L’informativa del servizio archeologico cantonale friburgheseCollegamento esterno sulla scoperta a Grenilles.
L’edizione 2022 del Forum economico di Davos (WEF), che si apre domenica nella rinomata località retica, si profila del tutto particolare e per certi versi ridimensionata, non solo per il drammatico conflitto in corso nell’Europa dell’Est.
All’appello mancano ovviamente gli oligarchi e gli esponenti vicini al Cremlino, così come la delegazione cinese (probabilmente non solo per la ripresa della pandemia nel paese asiatico) mentre altre rappresentanze, come quella statunitense, saranno prive di leader politici.
Secondo alcuni analisti e analiste interpellati da swissinfo.ch le ragioni non sono da ricercare unicamente nel difficile contesto contingente. Il riemergere di blocchi contrapposti e la crisi dell’economia e della finanza internazionale stanno infatti mettendo alla luce i limiti del vertice grigionese, in particolare in merito alla sua connessione con l’evoluzione della realtà mondiale.
Inoltre sono evidenti le crescenti opposizioni alla globalizzazione di cui il WEF incarna i principi fondamentali. L’euforia per l’affermazione globale del liberismo e della finanza internazionale in seguito alla caduta del muro di Berlino e dell’integrazione della Cina nel nuovo ordine economico mondiale si sta attenuando e, sulla scia del vistoso aumento del divario tra ricchi e poveri, riaffiorano i nazionalismi. In questo quadro in movimento il Forum di Davos, come si potrà verificare nei prossimi giorni, è alla ricerca di una nuova identità.
- L’approfondimento sull’edizione 2022 del WEF di swissinfo.ch.
- La storia di 50 anni del Forum di Davos raccontata dalla collega Jessica Davis Plüss.
- Le indicazioni sull’edizione 2022Collegamento esterno sul sito ufficiale del WEF.
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