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spesa cibo

Oggi in Svizzera

Care lettrici, cari lettori,

la Pasqua è alle porte e qui in Ticino ogni anno si ripete lo stesso scenario: le code di auto chilometriche al portale nord della galleria del San Gottardo sono già iniziate negli scorsi giorni e, come da tradizione, si protrarranno per alcuni giorni.

A noi non resta che armarci di pazienza: io approfitterò del tempo che passerò in auto (perché sarà impossibile da evitare) per recuperare alcuni podcast che sono rimasti inascoltati. A voi invece auguro delle vacanze pasquali più tranquille e vi lascio alla lettura delle notizie della giornata.

traliccio
© Keystone / Gaetan Bally

Il Consiglio federale ha illustrato in conferenza stampa una serie di misure volte a sostenere le aziende elettriche di importanza sistemica (too big to fail).

L’obiettivo del Governo è di garantire l’approvvigionamento elettrico in Svizzera anche in caso di un ulteriore peggioramento della situazione, resa particolarmente complicata dalla guerra in Ucraina, che ha portato i prezzi del mercato, in aumento già dalla fine del 2021, a livelli mai visti prima.

La Confederazione ha fatto sapere di essere pronta ad aiutare, ma solo in via sussidiaria: le imprese del settore sono chiamate ad agire in prima linea, dando prova di maggiore disponibilità e flessibilità, ma anche procedendo a eventuali adeguamenti del proprio modello societario.

Tra queste, ad esempio, vi saranno prescrizioni sulla trasparenza, tassi di interesse conformi al mercato, divieto di distribuzione dei dividendi e garanzie sotto forma di pegni sulle azioni. Il pacchetto di misure sarà di durata limitata.

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Dibattito
Moderato da: Daniele Mariani

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cibo esposto in supermercato
© Keystone / Christian Beutler

L’85% della popolazione svizzera ha paura dell’inflazione: a rivelarlo è un sondaggio condotto dal servizio di confronti internet Comparis. Ad essere maggiormente inquieto è chi si trova nelle fasce di reddito più basse. Queste persone hanno anche dichiarato che prevedono di cambiare le proprie decisioni finanziarie e di consumo.

Il 38% di un campione di 1’043 persone interpellate in marzo si è detto “preoccupato” e un ulteriore 47% “un po’ preoccupato”. Solo il 13% ha detto di non avere timori, mentre il 2% non sa o non risponde.

“Anche se per il momento l’inflazione tocca la Svizzera in misura solo marginale rispetto all’estero, i prezzi dei prodotti derivati dal petrolio, ad esempio, sono aumentati notevolmente”, osserva Michael Kuhn, esperto di Comparis in finanze e consumo. “Anche i beni di uso quotidiano hanno, però, subìto un rincaro”, aggiunge. Stando ai dati dell’Ufficio federale di statistica in marzo i prezzi al consumo sono saliti del 2,4%, l’incremento più marcato dall’autunno 2008.

Questi timori si ripercuotono direttamente sulle abitudini di spesa e d’investimento: per il 36% delle intervistate e degli intervistati l’inflazione ha un impatto forte (30%) o molto forte (6%) sulle proprie decisioni finanziarie e di consumo. Il 53% vede per contro un influsso minimo e l’11% nessuna conseguenza.

spalla di soldato esercito svizzero
Keystone / Marcel Bieri

La spesa per l’Esercito nel 2023 dovrebbe gradualmente crescere in Svizzera fino a raggiungere i 7 miliardi di franchi annui nel 2030 (ossia l’1% del PIL elvetico). La causa principale di questo incremento è l’attuale situazione in Ucraina.

Il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di adottare due mozioni identiche inoltrate dalle Commissioni della politica di sicurezza. Queste mozioni fanno presente che dal 1990 a oggi, gli investimenti in campo militare sono stati continuamente ridotti. Questo ha fatto sì che numerosi acquisti sono stati rinviati e ora vi sono lacune in materia di capacità.

La guerra in Ucraina, stando alle due commissioni, ha dimostrato che in Europa le guerre si fanno ancora con armi di fanteria, carri armati, artiglieria, aerei da combattimento.

L’aumento delle spese, stando all’Esecutivo, deve avvenire in maniera graduale perché un incremento repentino non sarebbe sopportabile per il bilancio federale: prima di aumentare, per esempio, il numero di effettivi, l’idea è di assicurare in maniera duratura l’apporto di personale per l’effettivo regolamentare di 100’000 militari.

cuoco impiatta pezzo di carne
Keystone / Christophe Petit Tesson

Tra i migliori ristoranti di Losanna c’è “Le Sixième”, un locale che, a poche settimane dalla sua apertura, è entrato nella top10 dei luoghi gastronomici della città sul Lemano. Peccato, però, che non esista.

Un esperimento condotto dal programma per consumatori “À bon entendeur” della radiotelevisione della Svizzera Romanda RTS ha voluto testare l’affidabilità delle piattaforme di rating come TripAdvisor e la forza delle reti sociali.

Il risultato è abbastanza palese: se un ristorante che non esiste riesce a entrare nella classifica dei migliori di una città che ne conta diverse centinaia, quanto sono affidabili i rating di quelli che esistono davvero? Poco, a giudicare da questo episodio.

Anche perché, “Patti Chiari”Collegamento esterno (la sorella italofona di “À bon entendeur”) rivelava già nel 2018 che esistono agenzie che vendono a ristoratori con pochi scrupoli recensioni positive dei loro locali.

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