Oggi in Svizzera
Care lettrici, cari lettori,
Siamo ormai al decimo giorno di gennaio e - per chi ha deciso di provarci - al decimo giorno del Veganuary (ossia nutrirsi per tutto il mese di gennaio senza alcun prodotto di origine animale). Ebbene, proprio oggi è uscito uno studio che rivela che oltre uno svizzero su quattro consuma più volte al mese sostituti vegetali di carne e latte e suoi derivati. I campioni in questo senso si trovano nella Svizzera tedesca e i giovani sono più propensi a farlo rispetto agli ultrasessantenni.
In questo 10 gennaio, però, sono successe anche altre cose in Svizzera, che potete leggere qui sotto.
Buona lettura.
Sono iniziati lunedì alle 9 a Ginevra i colloqui fra la vice segretaria di Stato statunitense e il suo omologo russo. Gli incontri dureranno una settimana e solo alla fine di questa maratona diplomatica si potrà capire se e quali risultati sono stati ottenuti.
L’obiettivo di questi colloqui in territorio elvetico è di tentare di allentare la tensione fra Russia e USA e affrontare l’argomento Ucraina, tema caldo tra Mosca e Washington.
Si tratta di incontri “esplorativi”: le delegazioni insistono su questo aggettivo perché le aspettative sono basse. L’Ucraina, infatti, si spinge sempre di più verso l’Occidente e la NATO, una direzione che Putin ha fatto sapere che non accetterà mai. Nelle ultime settimane sono aumentate le preoccupazioni sulla possibilità di una nuova invasione di truppe russe in Ucraina, anche perché attualmente ci sono 100’000 soldati di Mosca schierati al confine.
Gli Stati Uniti vogliono provare a percorrere la via della diplomazia, ma insistono sul fatto che l’integrità territoriale dell’Ucraina “non si tocca”. Se il Cremlino, dicono a Washington, decidesse di invadere il Paese, andrebbe incontro a enormi conseguenze a livello internazionale: enormi limitazioni delle operazioni finanziarie, un embargo che isolerebbe la Russia e, nel caso estremo offrirebbe aiuto militare all’Ucraina.
- La notizia su bluewin.chCollegamento esterno
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Sempre più uomini sono vittima di violenze domestiche, secondo uno studio pubblicato sulla rivista specializzata “Forensische Psychiatrie, Psychologie, Kriminologie”. Lo scrive lunedì il quotidiano tedesco TagesAnzeiger.
Le donne restano le vittime principali dei crimini violenti all’interno delle mura domestiche e durante la pandemia questa tendenza non è cambiata, ma gli esperti hanno rivelato un aumento di vittime di sesso maschile.
Lo studio si basa sulle risposte fornite da 1’500 donne e uomini nel 2018 e nel 2021: il 2,6% di questi ultimi hanno rivelato di aver subìto delle violenze fisiche nel 2018. Tre anni dopo, la percentuale è salita al 3,3%. Per quanto riguarda le donne, c’è stato addirittura un calo: dal 3,3% nel 2018 al 3% nel 2021.
La differenza sta nel tipo di violenze: per quanto riguarda gli uomini, si tratta principalmente di schiaffi, graffi, morsi, calci. Le donne invece subiscono violenze che spesso causano danni fisici gravi, fino alla morte. Anche a livello regionale si notano differenze: in Romandia e in Ticino le violenze (soprattutto psicologiche) sono meno diffuse rispetto alla Svizzera tedesca.
- L’articolo del TagesAnzeigerCollegamento esterno (in tedesco)
- La notizia viene riportata anche da rsi.chCollegamento esterno
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Il rientro degli scolari ticinesi dalle vacanze di Natale è stato segnato da un’importante novità: da oggi tutti i bambini dalla prima elementare devono indossare la mascherina per poter assistere alle lezioni e a tutte le attività al chiuso.
Il consiglio di Stato ticinese ha introdotto questa misura per cercare di contrastare la diffusione variante Omicron, nonché per cercare di contenere le quarantene di classe. Un provvedimento che ha suscitato critiche e che sabato ha fatto scendere 500 persone in piazza a Bellinzona per protestare. Alcuni genitori hanno deciso di non mandare i figli a scuola finché sarà in vigore l’obbligo.
Il direttore della Divisione della scuola del Dipartimento dell’educazione (DECS) ha dal canto suo fatto sapere che, nonostante la frequenza sia obbligatoria, le autorità cercheranno il dialogo con chi tiene i figli a casa: “È già successo in passato con la scuola media. Finora, nella quasi totalità delle situazioni, si è trovata una soluzione consensuale e le posizioni sono rientrate”, ha dichiarato ai microfoni della RSI.
Il Ticino non è un caso isolato: anche nei cantoni Berna, Zurigo, Zugo, Lucerna e Argovia da oggi vige l’obbligo di mascherina. Nel canton San Gallo è stata lanciata dai genitori una petizione che chiede agli insegnanti di assumersi ogni responsabilità per le potenziali conseguenze per la salute che potrebbero avere le mascherine sui loro figli.
- La notizia riportata da rsi.chCollegamento esterno
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Monopattini ed e-bike a uso condiviso non sono ecologici quanto si potrebbe pensare. Stando a uno studio del Politecnico federale di Zurigo, emettono più CO2 dei mezzi che solitamente sostituiscono (tram, bus e biciclette normali).
Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato per tre mesi i dati di localizzazione e le prenotazioni di 540 utenti nella città di Zurigo. Hanno potuto così ricostruire 65’000 spostamenti con otto mezzi di trasporto diversi. È stata presa in considerazione anche l’energia necessaria alla fabbricazione e alla manutenzione.
Il motivo per cui questi mezzi non risultano essere verdi è semplice: vengono spesso utilizzati non per sostituire i tragitti in auto, ma quelli a piedi, con una bicicletta tradizionale o con bus e tram. Un risultato applicabile non solo a Zurigo ma anche ad altre città europee con una rete di mezzi pubblici paragonabile.
Laddove invece l’utilizzo di mezzi pubblici è meno esteso, lo è anche quelle delle e-bike. Secondo Daniel Reck, dell’Istituto di pianificazione del traffico e dei sistemi di trasporto all’ETHZ, citato dalla RSI, questi mezzi assumono maggior senso nel cosiddetto “ultimo chilometro” oppure di notte, fuori orario dei mezzi pubblici. Per questo suggerisce, insieme ai colleghi, di estendere il raggio d’azione della micromobilità nelle periferie.
- La notizia su rsi.chCollegamento esterno
- Dal nostro archivio: la pandemia ha dato una spinta alle biciclette elettriche
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