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Una strada di Losanna venerdì mattina coperta di neve.

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

siete anche voi tra i fortunati che hanno potuto assistere almeno una volta nella vita a uno spettacolo dei Mummenschanz? I ‘musicisti del silenzio', veri artisti del movimento, stanno per compiere 50 anni. Creati nel 1972 da Andres Bossard (nel frattempo deceduto), i Mummenschanz erano e restano uno dei gruppi teatrali più amati e premiato del mondo. Dei tre, solo Floriana Frassetto è ancora in attività. Bernie Schürch, il terzo del gruppo si è ritirato nel 2012.

Il loro successo era arrivato prima all'estero, soprattutto negli Stati Uniti. Solo in un secondo tempo furono celebrati anche in patria. Proprio oggi a Zurigo Floriana Frassetto dà inizio al nuovo tour per festeggiare i 50 anni di attività.

Un cartello all entrata di un ristorante con la regola delle 2G.
Keystone / Anthony Anex

Nuove restrizioni per contenere la pandemia: il Consiglio federale ha posto in consultazione due varianti che hanno in comune il passaggio alla “2G”.

La prima variante prevede il passaggio al dispositivo “2G” (ossia accesso riservato solo alle persone vaccinate e guarite, dal tedesco “geimpft” o “genesen”) in tutte le aree al chiuso. Allo stesso tempo sarà obbligatorio indossare una mascherina e le consumazioni sarebbero possibili solo restando seduti.

La seconda variante prevede anch’essa l’obbligo della mascherina e del certificato “2G”. A differenza della prima saranno chiusi tutti i luoghi in cui non è possibile portare la mascherina, compresi gli spazi interni dei ristoranti, delle palestre, delle discoteche e dei bar.

Resteranno consentite le attività sportive o culturali del tempo libero al chiuso compatibili con l’uso della mascherina. Il governo rimette sul tavolo anche l’obbligo del telelavoro e l’obbligo di portare la mascherina protettiva verrebbe inoltre esteso alle scuole del livello secondario. Negli atenei si tornerebbe all’insegnamento a distanza.

12 000 candeline in Piazza federale a ricordo delle vittime della pandemia in Svizzera.
Keystone / Anthony Anex

La pandemia inizia a mettere alla prova anche la solidarietà in Svizzera.

Vi ricordate? All’inizio della pandemia, nella primavera del 2020, la gente in Svizzera (e nel mondo) ha dimostrato un grande slancio di generosità. Venti mesi dopo, un sondaggio pubblicato oggi dalla Catena della Solidarietà mostra un quadro diverso.

Riassunto in cifre, il 38% degli intervistati ritiene che la solidarietà abbia sofferto a causa del Covid-19. Solo il 17%, invece, pensa che sia migliorata. Sono in particolare gli svizzeri tedeschi (43%) e i giovani (41%) a notare un peggioramento.

La solidarietà è stata intesa dalla maggioranza come un’azione a favore delle persone in difficoltà, soprattutto nei confronti dei bambini. Come prevedibile infine, il sondaggio conferma che la pandemia ha aumentato le disuguaglianze sociali: il 17% ha detto di avere meno per vivere rispetto a prima.

La piattaforma del voto elettronico del canton San Gallo.
© Keystone / Gian Ehrenzeller

Lo sviluppo del voto elettronico sarà in parte finanziato anche dalla Confederazione.

Una buona notizia per le svizzere e svizzeri all’estero. La Confederazione ha infatti informato che parteciperà finanziariamente allo sviluppo del voto elettronico. Non solo. Il Consiglio federale prevede delle nuove basi legali per le prove di e-voting entro la metà del 2022.

La partecipazione della Confederazione arriva dopo che i cantoni hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per gli elevati costi di sviluppo del voto elettronico. In generale, da una parte la Confederazione stabilisce il quadro giuridico mentre i Cantoni decidono se offrire o meno questa modalità di voto.

Nel frattempo, sono 15 i Cantoni che hanno istituito le necessarie basi legali cantonali per il voto elettronico. Nonostante ciò, dopo che il sistema di voto elettronico ginevrino e della Posta sono stati ritirati nel 2019, attualmente in Svizzera non è possibile votare per via elettronica.

Una strada di Losanna venerdì mattina coperta di neve.
Keystone / Jean-christophe Bott

La neve, prevista dai meteorologi, ha coperto tutta la Svizzera a nord del San Gottardo.

La neve stupisce sempre quando cade in abbondanza. Mercoledì è scesa fino in pianura a sud delle Alpi. Era attesa questa notte a nord e puntualmente è arrivata: è caduta abbondante sin dalle prime ore di venerdì mattina.

La perturbazione è arrivata da ovest e da Ginevra. I fiocchi hanno poi raggiunto la regione Berna-Soletta-Basilea e poi gradualmente la Svizzera orientale. Solo la parte del Ticino meridionale sembra essere stata risparmiata dai fiocchi candidi. A parte qualche tregua, secondo MeteoSvizzera, la neve dovrebbe cadere ininterrottamente per gran parte del giorno.

Con il suo candore, la neve porta con sé anche un problema: il pericolo di valanghe. Sempre secondo MeteoSvizzera, in diverse regioni della Confederazione il pericolo di valanghe è molto elevato. Attenzione dunque.

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