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Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

alla fine le tanto attese nuove misure per cercare di contrastare la minacciosa variante Omicron in Svizzera sono arrivate. Il Consiglio federale le ha messe a punto nella seduta straordinaria di questo pomeriggio e ora su questo pacchetto si dovranno esprimere i cantoni.

In proposito c'è già chi critica la mossa, ritenuta tardiva dagli uni o opportunistica nella tempistica dagli altri, in relazione al delicato voto popolare di domenica scorsa. Naturalmente nel nostro bollettino quotidiano vi parliamo anche di altro,

buona lettura.

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Keystone / Shinji Kita

Estensione dell’obbligo del certificato Covid a tutti gli spazi al chiuso e nelle riunioni private con più di 10 persone e riduzione della validità dei test diagnostici.

Sono alcune delle proposte uscite dalla seduta straordinaria del governo federale per cercare di contenere la diffusione nel paese della variante Omicron del coronavirus, definita preoccupante dall’OMS. Sul pacchetto, che viene ora messo in consultazione, è attesa una decisione formale del Consiglio federale entro venerdì prossimo.

Per gli eventi all’aperto la prescrizione del green pass scende da 1’000 a 300 partecipanti. Prescrizioni particolari sono previste anche riguardo alla mascherina, il cui uso sarà generalizzato negli spazi interni.

Per migliorare l’attendibilità degli esami diagnostici la validità dei test PCR sarà ridotta a 48 ore e quella dei test rapidi a 24 ore. È previsto anche un rafforzamento delle misure sul posto di lavoro: tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella dell’obbligo del telelavoro, salvo eccezioni.

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© Keystone / Peter Klaunzer

In Svizzera quasi il 40% dei residenti hanno un passato migratorio. I quattro quinti di questi, sottolinea l’Ufficio federale di statistica (Ust), sono nati all’estero.

Più precisamente, 2’766’000 persone ultraquattordicenni che vivono stabilmente nella Confederazione, pari al 38% del totale (+0,3% in un anno), vantano un’esperienza di emigrazione (dati riferiti al 2020). Dopo quella svizzera (36%), le nazionalità più rappresentate in questa quota di popolazione, sono quelle italiana e tedesca (entrambe al 10%).

In proposito gli analisti di Neuchâtel rilevano che questo è un fattore, che insieme ad altri (età, formazione), si riflette sul mercato del lavoro: gli individui di prima, seconda e terza generazione evidenziano un tasso di disoccupazione doppio (7%) rispetto alle persone elvetiche da sempre o da più tempo. A livello di retribuzioni il 21% dei dipendenti del primo gruppo hanno retribuzioni basse (inferiori ai due terzi del salario mediano) mentre la media nazionale è del 16%. Discorso analogo per il tasso di povertà, all’11% per gli stranieri di prima generazione (7% per le altre categorie di residenti).

I dati sulla criminalità sono invece analizzati con estrema prudenza da parte dell’Ust per l’esiguità delle cifre: non si notano differenze significative tra svizzeri e cittadini UE mentre variano gli indici tra elvetici e i residenti originari di altri paesi in tema di lesioni personali gravi (1 per mille contro 3 per mille), rapina (2 per mille contro 5 per mille) e furti (17 per mille contro 41 per mille).

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Keystone

La cosiddetta “metropolitana merci” sotto l’Altopiano si farà. Il Consiglio Nazionale oggi ha approvato definitivamente la legge che fornisce un quadro giuridico all’imponente progetto.

Sotto la regia della società Cargo sous terrain (Cst) è prevista la realizzazione entro il 2045 di una rete di gallerie a tre corsie che avrà un’estensione di 500 km e collegherà i principali centri logistici a nord delle Alpi.

Le merci, che viaggeranno a una velocità di 30 km/h, saranno immesse e ritirate in modo completamente automatizzato attraverso pozzi dotati di montacarichi. I costi complessivi sono stimati attorno ai 30-35 miliardi di franchi (la Confederazione non parteciperà al finanziamento dell’opera).

La nuova legge richiede che la partecipazione maggioritaria nella proprietà della società debba restare in mani elvetiche. I gestori saranno tenuti al principio di non discriminazione, garantendo a tutti i clienti pari condizioni di accesso.

  • La notizia del via libera delle Camere federali al progetto riportata da rsi.chCollegamento esterno.
  • Il servizio del collega Daniele Mariani sulla “metropolitana per le merci”.
  • La Svizzera è un paese ricco di gallerie, come rileva l’approfondimento di swissinfo.ch.
palazzo federale
Keystone / Peter Klaunzer

Anche i Verdi aspirano a un posto al sole. In un’intervista il presidente Balthasar Glättli ha espressamente rivendicato un seggio in governo dopo le prossime legislative federali.

La formazione ecologista mira in particolare a una delle due poltrone dei socialisti, soprattutto se il PS – secondo le parole del dirigente del partito – sarà “piazzato peggio del PLR dopo le elezioni del 2023”.

Per non scontentare però troppo gli alleati di sinistra Balthasar Glättli ha precisato che la strategia prioritaria resta quella di scalzare dal Consiglio federale uno dei due liberali-radicali e che i Verdi si batteranno con i socialisti per far cadere la maggioranza della destra nell’esecutivo.

Sulla questione però il presidente liberale Thierry Burkart ha sottolineato che a contare sulla composizione del governo sono i rapporti di forza reali e nelle recenti elezioni nel Canton Friburgo il suo partito ha guadagnato due seggi mentre il PS ne ha persi sette, tutti a vantaggio dei Verdi.

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