Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
la primavera astronomica, o l'autunno per chi ci legge dall'emisfero australe, non sono ancora iniziati. Ma qui nella Svizzera italiana il passaggio di stagione è ormai stato sancito dalle reti sociali. Sì, dai vari social, che tra lunedì e martedì si sono riempiti di foto di ciliegi in fiore. Si tratta, ho appreso, di una varietà sterile, adatta a cortili e spazi pubblici. Fra qualche settimana toccherà poi ai ciliegi che danno frutti, e così l'entusiasmo si rinnoverà nei giardini privati e nei frutteti. Evviva!
Buona lettura dell'attualità e a domani,
Interessa anche la Svizzera il “pass Covid” presentato mercoledì dalla Commissione UE per rilanciare i viaggi in Europa.
Il certificato dovrebbe essere disponibile da giugno. Sarà di regola digitale, ma ottenibile anche in forma cartacea. Dirà se il detentore è stato vaccinato, se è stato testato e come, se ha avuto il Covid e sviluppato anticorpi. Non sarà indispensabile, ma renderà più semplice viaggiare, poiché i Paesi che vorranno sottoporre lo stesso a test o quarantena chi risulta negativo o immunizzato dovranno motivare la scelta a Bruxelles.
Il documento sarà leggibile e valido nei Paesi UE e dello spazio Schengen e ammetterà tutti i vaccini sul mercato, ha spiegato il commissario europeo alla giustizia Didier Reynders. La Svizzera, unico Stato non-UE e non-SEE ad aderire a Schengen, non ha firmato un accordo dinamico e quindi non è tenuta ad adottare automaticamente la misura. Ma il rifiuto di adottare nuove regole può anche portare a un’esclusione dal trattato.
- Cos’è il ‘Digital green certificate’ in dettaglio, e la tabella di marcia per l’introduzione, nella notizia di tvsvizzera.it
- “Interessata anche la Svizzera”: le dichiarazioni di Reynders nel dispaccioCollegamento esterno Keystone-ATS ripreso da La Regione Ticino
- Ma i vaccini saranno realmente efficaci? Una recente intervista della mia collega Sara Ibrahim all’epidemiologa genomica Emma Hodcroft
La Svizzera fa un ulteriore, ma minimo passo verso gli standard OMS in materia di controllo del tabacco.
Le leggi svizzere sono piuttosto liberali nel confronto internazionale. Nel 2003, la Confederazione ha firmato la Convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabagismo, ma non ha ancora potuto ratificarla poiché non ha limitato la pubblicità rivolta ai giovani.
Il divieto di ogni promozione che possa raggiungere bambini o adolescenti è quel che chiede un’iniziativa popolare lanciata nel 2018. Il Consiglio federale la respinge, poiché comporterebbe una proibizione quasi totale della pubblicità; suggerisce però nuove restrizioni nell’ambito della legge sui prodotti del tabacco. Altrettanto fa la commissione per la salute pubblica del Consiglio nazionale, la quale proprio oggi raccomanda al plenum di respingere l’iniziativa ma adottare il progetto di legge elaborato dagli Stati, che include appunto nuove limitazioni.
Intanto, il fumo resta la principale causa delle morti evitabili in Svizzera: 9500 l’anno.
- Le ragioni della lunga gestazione della Legge, il dibattito alle Camere e alcuni dati sul fumo in Svizzera nell’approfondimento della mia collega Patricia Islas
- I contenuti dell’iniziativaCollegamento esterno lanciata da un’ampia alleanza del settore sanitario, e che ha raccolto 109’969 firme, da admin.ch
- Come la pandemia ha accentuato il tabagismo, in un articoloCollegamento esterno del Corriere del Ticino
Il nervosismo legato alla pandemia, e la mancata equivalenza borsistica fra Svizzera e Unione Europea, hanno comportato ottimi affari per SIX.
Il gruppo elvetico attivo nei servizi finanziari, che gestisce tra l’altro la borsa di Zurigo, ha chiuso il 2020 con utili e ricavi in forte crescita grazie all’elevata attività di negoziazione: i proventi sono aumentati del 22% su base annua a 1,4 miliardi di franchi, mentre l’utile è balzato da 121 a 440 milioni.
In borsa, riferisce l’azienda, l’anno è stato assai movimentato. Gli investitori, per far fronte alle turbolenze dei mercati, sono stati più inclini a ritoccare costantemente le loro posizioni (per un volume di contrattazioni totale di 1753 miliardi). Inoltre, il fatto che Bruxelles abbia negato l’equivalenza borsistica ha fatto sì che le azioni elvetiche siano state negoziate quasi al 100% con SIX (dal 2021 peserà invece la concorrenza di Londra).
Intanto, la pandemia ha fatto esplodere le transazioni con fattura elettronica (eBill), salite del 60%.
- Le cifre nel dettaglio e il profilo di SIX, che è presente in 20 Paesi e l’anno scorso ha rilevato la borsa spagnola, nella notizia riportata da SWI swissinfo.ch
- Criptovalute, blockchain, banche virtuali e fintech, ovvero come la piazza finanziaria svizzera si sta reinventando, nel focus di SWI swissinfo.ch
- “Affari eticamente riprovevoli rendono sempre meno”: un’interessante intervista del mio collega Mischa Stünzi all’ex responsabile della Borsa svizzera Antoinette Hunziker-Ebneter
Le aree densamente popolate facilitano l’efficienza energetica, ma sembrano ostacolare la lotta alle malattie infettive. Che fare?
Il ricercatore Andri Gerber, docente al Dipartimento di architettura, ingegneria civile e design dell’Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), intende dimostrare che le aree urbane, dove nel 2050 vivrà il 68% della popolazione mondiale, possono essere ripensate per affrontare le sfide sanitarie future, senza rinunciare a quelle climatiche.
Con i suoi collaboratori ha sviluppato un videogioco chiamato Dichtestress (“stress da densità”), che mostra all’utente la relazione tra densità degli abitanti e pericolo di infezione. L’obiettivo è trovare la via d’uscita rispettando le distanze e senza contagiare nessuno.
Al di là dell’aspetto ludico e didattico -ci si può muovere in città di aree ed epoche differenti- il gioco è in sostanza un simulatore. Che mostra come si possa trovare una sintesi tra le due sfide.
- L’influenza delle pandemie nella pianificazione urbana del passato, il reale peso della densità nella diffusione del Covid nell’intervista della mia collega Ying Zhang ad Andri Gerber
- La densità di popolazione della Svizzera (oggi e nel 2050) in un confronto internazionale da SWI swissinfo.ch
- Case unifamiliari, la “peggior forma di alloggio possibile” ma quella di maggior successo in Svizzera: analisi con un esperto da tvsvizzera.it
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