La televisione svizzera per l’Italia
torta nuziale con figurine di due donne

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori, 

Qui da noi il telelavoro continua ad avere il vento in poppa. Per il momento, vista l'evoluzione della pandemia, con un aumento dei casi nelle ultime settimane, il lavoro a domicilio continuerà verosimilmente ad essere la regola per molti.

Alcune aziende stanno però dando un giro di vite, dopo che sono venuti alla luce casi un po' al limite. Alle Ferrovie federali svizzere, come rivela un'inchiesta del Tages-Anzeiger, alcuni collaboratori - poche dozzine secondo l'azienda - hanno pensato bene di unire l'utile al dilettevole, lavorando da località assai esotiche.

Ciò ha suscitato la rabbia dei colleghi, ad esempio i macchinisti, costretti nello stesso periodo a lavorare in presenza. Le FFS sono così intervenute, vietando da giugno il telelavoro dall'estero.

torta nuziale con figurine di due donne
© Keystone / Gaetan Bally

Il matrimonio per tutti ha il vento in poppa: quasi sette persone su dieci dicono di volere infilare un sì nell’urna il prossimo 26 settembre, stando al primo sondaggio SSR. Destino più in bilico invece per l’iniziativa 99%.

Se gli svizzeri e le svizzere avessero votato lo scorso 7 agosto, la revisione del Codice civile che legalizza l’unione tra due uomini o due donne sarebbe stata accettata dal 69% degli intervistati. È quanto emerge dal primo sondaggio commissionato all’istituto gfs.bern dalla Società svizzera di radiotelevisione.

La cosiddetta “iniziativa 99%” della Gioventù socialista, che vuole tassare di più il reddito da capitale, ottiene invece il 46% di adesioni, mentre il 45% degli intervistati la rifiutano. Generalmente, ricordano gli autori del sondaggio, i consensi per le iniziative popolari diminuiscono col progredire della campagna di votazione. La proposta rischia perciò di essere respinta.

Per il sondaggio sono state intervistate 22’427 persone con diritto di voto. Il margine di errore è del 2,8%.

auto in colonna
Keystone / Urs Flueeler

L’asse autostradale del San Gottardo non era mai stato così trafficato come questa estate.

Gli automobilisti e i camionisti che negli ultimi mesi sono transitati dal San Gottardo hanno spesso dovuto armarsi di pazienza. Ad esempio, dal primo al 15 agosto il numero di veicoli è cresciuto del 12% rispetto a due anni fa, prima della crisi pandemica.

A rivelarlo è oggi il Tages-Anzeiger, che si basa sui dati dell’Ufficio federale delle strade. La voglia cambiare un po’ aria, ha spinto molti confederati a trascorrere un soggiorno non troppo lontano da casa e moltissimi hanno optato per il Ticino, a volte anche per una vacanza di un paio di giorni. Inoltre, la possibilità di viaggiare di nuovo senza particolari restrizioni in Italia ha pure spinto molte persone verso sud.

A meno di scegliere il treno, la situazione al San Gottardo non migliorerà per almeno un decennio. L’apertura della seconda galleria autostradale, che permetterà almeno di non dovere chiudere il tunnel in caso di panne o incidenti, è infatti prevista al più presto nel 2032.

pannelli fotovoltaici su diga
Keystone / Gian Ehrenzeller

La più grande centrale fotovoltaica alpina svizzera, a 2’500 metri d’altitudine, è quasi pronta.

Il progetto lanciato dalle aziende elettriche Axpo e IWB al Muttsee, nel Cantone Glarona, sarà ultimato in settembre. I pannelli posati sullo sbarramento alpino ricoprono una superficie pari a circa un campo da calcio e mezzo.

L’impianto ha una potenza totale di 2,2 megawatt ed è sufficiente per coprire il fabbisogno in elettricità di 740 famiglie di quattro persone.

Situata al di sopra dello strato di nebbia in cui spesso è avvolto l’Altipiano, la centrale solare potrà facilmente produrre corrente anche in inverno.

  • Il servizio su tvsvizzera.it.
  • Il reportage del mio collega Marc-André Miserez al CSEM di Neuchâtel, dove si sviluppano pannelli solari all’avanguardia.
filippo lombardi
Keystone / Anthony Anex

Filippo Lombardi subentra a Remo Gysin alla presidenza dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE).


Il Consiglio degli svizzeri all’estero, spesso chiamato anche il Parlamento della Quinta Svizzera, ha eletto venerdì il nuovo presidente dell’OSE. Già vicepresidente, l’ex consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi, 65 anni, prenderà il posto del dimissionario Remo Gysin dal primo settembre prossimo.

Membro del Municipio di Lugano, esponente del Centro, imprenditore nel campo dei media e presidente dell’Hockey Club Ambrì Piotta, Filippo Lombardi da anni è impegnato nella difesa degli oltre 770’000 svizzeri e svizzere espatriati. Da vent’anni è infatti membro del Consiglio degli svizzeri all’estero e quando era in Consiglio degli Stati ha co-presieduto l’Intergruppo parlamentare Svizzeri all’estero. È inoltre considerato il padre della Legge sugli svizzeri all’estero, accettata ad ampia maggioranza dal Parlamento nel 2014.

“Difenderò gli interessi della Quinta Svizzera con coraggio e vigore”, ha promesso Lombardi. “Nella politica federale vi è una migliore comprensione, ma c’è ancora molta strada da fare prima di essere veramente riconosciuti come cittadini svizzeri, con tutti i diritti e i doveri”.

  • L’intervista del mio collega Balz Rigendinger al presidente uscente dell’OSE Remo Gysin.
  • La pagina di swissinfo.ch dedicata alla Quinta Svizzera.

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