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Covid, richiudono bar e ristoranti nei Paesi Bassi

Una donna e due uomini al tavolo di un pub guardano due politici che annunciano qualcosa in tv
L'annuncio del premier Rutte. Keystone / Remko De Waal

Il governo dei Paesi Bassi reintroduce misure drastiche per contenere il contagio da Covid-19: dalle 22 di mercoledì saranno chiusi bar, caffè e ristoranti. Nel Paese, il terzo per tasso di infezione in Europa, il coronavirus non sembra avere ostacoli: in ventiquattr'ore è stata registrata la cifra record di quasi 7'400 nuovi casi, in una progressione che va avanti da giorni: 43'903 contagi e 150 decessi nell'ultima settimana.

“Fa male, ma è necessario, dobbiamo essere più severi”, ha detto il premier olandese Mark Rutte in tv annunciando il semi-confinamento che prevede la chiusura degli esercizi servizi pubblici, ma non solo: la vendita degli alcolici sarà vietata dopo le 20, per tentare di ridurre i contatti sociali, nei luoghi chiusi la mascherina sarà obbligatoria per tutti i maggiori di 13 anni e il numero di ospiti privati sarà limitato a tre persone al giorno per economia domestica. Le misure si applicheranno per quattro settimane.

Il Paese ha attualmente il terzo più alto tasso di infezioni per 100’000 persone in Europa, dietro solo a Repubblica Ceca e Belgio. Il governo, durante la prima ondata dell’epidemia di Covid, aveva adottato una politica di restrizioni più rilassata rispetto ai partner europei e ora non vuole commettere lo stesso errore. Una determinazione che secondo l’organizzazione di categoria della ristorazione si tradurrà in una perdita del giro d’affari di un miliardo di euro.

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Da Parigi e Londra

In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha riunito un nuovo consiglio di difesa sanitaria e in un’intervista a reti unificate annuncerà verosimilmente un ulteriore giro di vite. Nella capitale Parigi la situazione degli ospedali si prospetta drammatica. Gli esperti stimano che il 90% dei posti di terapia intensiva potrebbe essere occupato già la settimana prossima.

Nel Regno Unito, una nuova stretta adottata dal governo prevede tre livelli di lockdown a seconda della gravità e i dati complessivi del contagio restano per ora allarmanti: oltre 17’000 nuovi casi in 24 ore e 143 vittime, mai così tante dal 3 giugno. Un numero crescente di scuole secondarie rimanda a casa gli studenti per scongiurare nuovi focolai.

Nuove da Bruxelles

Intanto, il Consiglio europeo ha dato via libera a un “approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia” da Covid-19. In concreto, sarà introdotto un “semaforo” a quattro colori (verde, arancione, rosso, grigio) per definire tutti allo stesso modo le aree a rischio, sulla base di criteri fissati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Quella approvata martedì è una raccomandazione: l’UE non ha il potere di imporre norme in materia. Gli Stati sono invitati a fornire i dati necessari affinché la cartina possa essere aggiornata ogni settimana e informare i propri cittadini sulle restrizioni in vigore, in modo da evitare spostamenti che possano aggravare la diffusione del virus.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 14.10.2020)

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