PISA 2025: la Svizzera resta sopra la media OCSE, ma arretrano lettura e matematica
La Svizzera continua a figurare tra i migliori sistemi scolastici del mondo, ma i segnali di rallentamento si fanno più evidenti: rispetto al 2022 i quindicenni elvetici perdono terreno in lettura e matematica e cresce la quota di chi non raggiunge le competenze di base.
La Svizzera conserva una posizione di rilievo nell’indagine PISA: nei quattro ambiti valutati, i quindicenni ottengono risultati superiori alla media dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OCSE) e il Paese figura tra i primi venti sistemi su 91 partecipanti. Il dato complessivo positivo convive però con segnali di arretramento nelle competenze di base, soprattutto in lettura e matematica.
I punti PISA non sono né voti né percentuali di risposte corrette. Sono una scala statistica usata per confrontare le competenze dei quindicenni nei diversi Paesi.
Il riferimento è la media OCSE, fissata a 500 punti. Non esiste quindi un punteggio massimo: un risultato va letto confrontandolo con la media OCSE, con gli altri Paesi e con le rilevazioni precedenti.
Il quadro presentato martedì da Pisa 2025Collegamento esterno richiede una doppia lettura. Da un lato, la Svizzera mantiene un vantaggio rispetto alla media dei Paesi industrializzati. Dall’altro, l’evoluzione interna mostra che la buona posizione internazionale non mette al riparo da un peggioramento dei risultati.
Sopra la media in tutti gli ambiti
I dati mostrano che il vantaggio svizzero sulla media OCSE è presente in tutte le competenze, ma non ha la stessa ampiezza ovunque. È particolarmente marcato in matematica e più contenuto in lettura. Le scienze naturali restano l’ambito centrale dell’edizione 2025, che per la prima volta integra anche la rilevazione delle competenze ambientali. La novità amplia lo sguardo sulle conoscenze scientifiche, ma suggerisce prudenza quando si mettono a confronto i risultati nel tempo.
La matematica resta il punto di forza più netto nel confronto con gli altri Paesi dell’OCSE. Anche l’esordio della prova di risoluzione computazionale di problemi restituisce un risultato favorevole per la Svizzera. Questi dati restituiscono tuttavia un quadro relativo: dicono dove il Paese si colloca rispetto agli altri sistemi educativi, non spiegano da soli come evolvano le competenze al suo interno.
I sistemi educativi ai vertici
Le graduatorie internazionali confermano il predominio dei sistemi dell’Asia orientale, presenti ai primi posti in tutte e quattro le prove. In Europa, il riferimento più solido è l’Estonia: con 527 punti nelle scienze, 508 in matematica, 499 in lettura e 541 nella risoluzione computazionale di problemi, il Paese guida il continente nelle prime due discipline e si mantiene su livelli elevati anche nelle altre. La tabella riassume i sistemi in testa alle singole graduatorie.
Lettura e matematica perdono punti
Il confronto generale con la rilevazione del 2022 mette in luce andamenti distinti. Nelle scienze naturali non emerge una variazione statisticamente significativa. Per questa materia, il confronto va comunque letto alla luce del quadro aggiornato nel 2025, che include le competenze ambientali. In lettura e in matematica, al contrario, il calo è statisticamente significativo.
Guardando all’intero decennio, la tendenza è più netta: dal 2015 lettura e matematica hanno perso entrambe 22 punti. Il rapporto osserva che un cambiamento di questa dimensione corrisponde approssimativamente a un anno scolastico di apprendimento. Nelle scienze, invece, non emerge una variazione statisticamente significativa nel periodo.
Aumenta la quota sotto il livello di base
Le medie nazionali non raccontano tutto. Il livello 2 di PISA è considerato la soglia minima di competenze necessaria per partecipare efficacemente alla vita sociale ed economica. La tabella permette quindi di vedere quanta parte degli allievi resta sotto questa soglia e non soltanto il risultato medio del Paese.
La Svizzera rimane meglio posizionata della media OCSE in tutti e tre gli ambiti, ma la tendenza interna è problematica. Tra il 2022 e il 2025 aumenta in modo statisticamente significativo la quota sotto il livello di base in lettura e matematica, mentre nelle scienze la situazione resta sostanzialmente stabile.
All’estremo opposto, la Svizzera conserva una quota relativamente elevata di giovani con risultati avanzati, soprattutto in matematica. Considerando insieme lettura, matematica e scienze, poco meno di due terzi dei quindicenni svizzeri (65,4%) raggiunge il livello minimo di competenza in tutte e tre le materie, contro il 57,3% della media OCSE. La quota svizzera resta dunque superiore, ma è diminuita rispetto al 2015, quando era del 73,3%.
Il peso delle disuguaglianze sociali
I risultati PISA continuano a mostrare quanto il contesto familiare incida sul percorso scolastico. La distanza tra gli allievi provenienti da famiglie più e meno favorite rimane ampia. Fra i giovani del gruppo socialmente più svantaggiato, solo circa uno su due (49,9%) raggiunge il livello di base in tutte e tre le discipline. Nel gruppo più privilegiato, invece, ci riescono più di quattro su cinque (83,5%). Per i primi, il rischio di restare sotto la soglia minima è dunque circa triplo.
Il divario si è ridotto rispetto al 2022, ma non perché gli studenti e le studentesse più svantaggiati abbiano recuperato in modo generalizzato. È dovuto soprattutto al fatto che una quota maggiore di giovani provenienti dai contesti più favoriti non raggiunge più il livello minimo. La distanza si accorcia, dunque, ma senza un reale miglioramento dell’inclusione scolastica.
Il servizio del Telegiornale della RSI:
Le differenze tra regioni linguistiche
Le medie nazionali mostrano anche differenze regionali. Nelle scienze naturali e nella lettura, i quindicenni della Svizzera francese ottengono risultati significativamente superiori a quelli della Svizzera tedesca e italiana: 512 punti in scienze e 489 in lettura, contro rispettivamente 498 e 464 nella Svizzera tedesca e 491 e 469 in quella italiana. In matematica la Svizzera francese totalizza 507 punti, un risultato significativamente superiore ai 491 della Svizzera italiana; il punteggio della Svizzera tedesca, 497, non si differenzia in modo statisticamente significativo dagli altri due.
Il rapporto invita tuttavia a interpretare queste differenze nel contesto dei percorsi scolastici. A 15 anni, il 72,9% dei giovani della Svizzera italiana frequenta già il ciclo secondario (liceo), contro il 45,2% nella Svizzera francese e il 27,6% in quella tedesca. Età d’ingresso a scuola, ripetizioni e distribuzione nei percorsi formativi incidono quindi sulla composizione dei gruppi confrontati.
Digitale e intelligenza artificiale
Per l’uso delle risorse digitali a fini di apprendimento, la Svizzera si colloca complessivamente vicino alla media OCSE. L’eccezione è l’intelligenza artificiale, usata per le attività scolastiche con una frequenza superiore a quella osservata sia nella media OCSE sia nei Paesi di riferimento: il 55% dichiara di ricorrervi almeno una volta alla settimana per farsi aiutare a studiare, di cui il 25% ogni giorno o quasi.
Il rapporto invita però a non trarre conclusioni affrettate. Non rileva infatti una correlazione statisticamente significativa tra la frequenza d’uso dell’IA e i risultati in lettura, matematica o scienze. Più che stabilire se il digitale migliori o peggiori automaticamente l’apprendimento, i dati indicano la necessità di interrogarsi sulle modalità d’uso e sulle differenze legate alla regione linguistica e alla condizione sociale.
Un risultato solido, con segnali da non ignorare
PISA 2025 conferma la buona posizione internazionale della Svizzera, ma rende più visibile una tensione interna: il sistema educativo elvetico continua a produrre risultati superiori alla media OCSE, mentre in lettura e matematica si indebolisce la capacità di garantire a tutti il raggiungimento delle competenze di base. La sfida, conclude il rapporto 2025, non riguarda quindi soltanto il mantenimento dell’eccellenza, ma la capacità di fare in modo che il numero di giovani che restano indietro diminuisca.
PISA valuta giovani di età compresa fra 15 anni e 3 mesi e 16 anni e 2 mesi, iscritti almeno al nono anno secondo HarmoS. In Svizzera hanno partecipato 7’597 quindicenni di 275 scuole; i risultati sono ponderati per rendere il campione rappresentativo della popolazione di riferimento. Le differenze indicate come significative nel rapporto tengono conto degli errori di campionamento, di misurazione e di collegamento tra cicli, con intervalli di confidenza del 95%.
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