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La Svizzera restituisce 131 milioni all'Uzbekistan

Secondo il ministro della giustizia uzbeko Ruslanbek Delvetov (a sinistra) si tratta di una ccordo storico. © Keystone / Anthony Anex

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha firmato martedì a Berna un accordo per restituire all'Uzbekistan una prima parte degli averi confiscati alla figlia dell'ex presidente Islam Karimov. Beni bloccati definitivamente perché sarebbero stati ottenuti in modo illecito e che ora saranno usati a vantaggio della popolazione uzbeka.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 agosto 2022 - 21:30
tvsvizzera.it/mrj

Quello firmato martedì a Berna dal presidente della Confederazione Ignazio Cassis per restituire all’Uzbekistan una prima parte degli averi confiscati Gulnara Karimova, la figlia dell’ex presidente – Islam Karimov, in carica dal 1991 al 2016 – è un accordo che vale 131 milioni di dollari. Si tratta solo di una parte del totale, che è di 800 milioni, di proprietà di Gulnara Karimova, cantante ed ex rappresentante del suo Paese presso le Nazioni Unite dal 2008 al 2017. Karimova, che si trova in prigione in patria per una vicenda di corruzione, è oggetto di una procedura in Svizzera per riciclaggio di denaro legato ad atti illeciti sul mercato delle telecomunicazioni.

“Questo accordo è un documento storico. Riflette la speranza di molti cittadini uzbeki nella giustizia e nel rimpatrio di fondi sottratti illegalmente”, ha dichiarato il ministro della giustizia uzbeko Ruslanbek Dalvetov. Le Nazioni Unite hanno intanto creato un fondo ad hoc per assicurare un uso giudizioso e sostenibile del denaro restituito.

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La vicenda ha riacceso le polemiche sulla lentezza delle procedure elvetiche in questi casi. Negli ultimi 20 anni Berna ha restituito quasi due miliardi di franchi sottratti illecitamente da dittatori o dal loro entourage. Il Controllo federale delle finanze rimprovera però alla Svizzera procedure lente e poco trasparenti. “Le inchieste penali riguardano il nostro sistema giudiziario, non il Governo”, ha dichiarato Cassis a questo proposito. “Rispettiamo la separazione dei doveri e quindi non possiamo intervenire su queste indagini e i loro tempi”.

La Confederazione intanto ha promesso una nuova strategia che renda più efficace la legge sul blocco e la restituzione dei patrimoni illeciti, entrata in vigore sei anni fa.

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