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Istituto svizzero a Roma, tra scienza e arte

Uno studio ripercorre la storia dell'Accademia oggi punto di riferimento per artisti e scienziati elvetici nella capitale italiana

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 luglio 2014 - 09:47

L'Istituto Svizzero di Roma, ospitato nella splendida cornice di villa Maraini, a due passi da via Veneto, nasce alla fine della seconda guerra mondiale. Il suo compito principale è sin dall'inizio quello di migliorare i rapporti culturali soprattutto, ma anche politici e diplomatici, tra Italia e Svizzera. Oggi l'accademia è diventata un punto di riferimento per artisti e scienziati elvetici a Roma e di recente ha festeggiato il suo 65° compleanno. Tra gli scienziati che hanno fatto la fortuna dell'Istituto, la storica dell'Università di Friburgo Noëlle-Laetitia Perret, è rimasta talmente affascinata da questo luogo da decidere di ricostruirne la storia.

La storia dell'Istituto

Il risultato è un libro molto ricco e documentato, intitolato "L'Istituto Svizzero a Roma tra cultura, politica e diplomazia", il quale porta alla luce episodi e retroscena poco noti, alcuni dei quali precedono addirittura la fondazione stessa dell'Istituto. "Qui arte e scienza convivono – racconta Michele Luminati, direttore dell'Istituzione -. La sfida di riuscire a collegare questi due mondi è molto importante per l'Istituto Svizzero. Il nostro paese può portare qualche elemento di novità e di innovazione, perfino nell'arte e nel design, mentre può prendere dall'Italia quanto di buono arriva da quel grande patrimonio culturale che ha. Questo può migliorare molto le relazioni fra le due nazioni, anche per la differenza di filosofia di vita".

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