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Scontro tra navi a Venezia, "soluzione entro fine giugno"

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Questo contenuto è stato pubblicato il 03 giugno 2019 - 10:08
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 3.6.2019)


Entro fine giugno le grandi navi da crociera saranno allontanate dalla zona San Marco-Canale della Giudecca.

Lo ha affermato il ministro dei trasporti Danilo Toninelli che ha promesso una "soluzione definitiva" alla lunga querelle iniziatasi sette anni fa, dopo il naufragio della Costa Concordia, culminata con l’incidente di domenica tra un vaporetto e una nave della Msc in cui sono rimaste ferite quattro turiste.

"Sono mesi che stiamo lavorando con la massima risolutezza per risolvere un problema lasciato marcire per troppi anni", ha precisato il ministro, accennando al tavolo istituzionale che si è espresso per il divieto di attracco delle grandi navi nei pressi della Piazza San Marco, ma prima bisogna trovare l’alternativa, "quella definitiva e quella provvisoria".

Ma ci vorrà qualche mese poiché "si tratta di procedure costose e complesse che richiedono un po’ di tempo". Intanto però monta la protesta, con in prima fila lo stesso sindaco della città lagunare Luigi Brugnaro che ha addossato i ritardi proprio al ministro dei trasporti. La soluzione su cui tutti sono d’accordo, ha ricordato il primo cittadino, consiste nel transito sul canale Vittorio Emanuele ma Roma nicchia.

La vicenda si trascina comunque da anni: nel 2012 il Governo Monti, dopo la tragedia del Giglio, emise un decreto che vietava il transito in laguna delle navi superiori a 40’000 tonnellate "non appena le autorità marittime avranno individuato vie alternative". E quindi le grosse navi da crociera continuarono ad attraccare indisturbate in centro.

Nel 2015 poi il Tar annullò l’ordinanza della Capitaneria di porto che limitava l’accesso alle imbarcazioni superiori a 96'000 tonnellate. Nel 2017 infine il comitato interministeriale per la salvaguardia di Venezia propose l’approdo delle navi con stazza superiore a 55'000 tonnellate a Marghera entro un arco temporale di tre-quattro anni. Ma per il momento nulla si è ancora mosso, per il disappunto della battagliera associazione "No grandi navi".

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