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I giudici federali non saranno eletti per sorteggio

Il tribunale federale di Losanna © Keystone / Laurent Gillieron


Questo contenuto è stato pubblicato il 10 giugno 2021 - 14:07
tvsvizzera.it/mrj con Keystone-ATS

Dopo una bocciatura tacita a marzo da parte del Consiglio nazionale e come auspicato dal Governo, anche il Consiglio degli Stati ha respinto l’"Iniziativa sulla giustizia" che chiedeva che i giudici federali fossero scelti mediante sorteggio. 

L’iniziativa promossa dall’imprenditore Adrian Gasser, che considera il sistema attuale "indesiderabile dal punto di vista della separazione dei poteri", chiedeva l’accesso dei candidati a questa posizione unicamente sulla base di "criteri oggettivi di idoneità professionale e personale". 

Attualmente i giudici federali, che generalmente appartengono a un partito politico, vengono eletti dalle due Camere del Parlamento riunite. Tra i criteri di scelta, oltre all’appartenenza partitica e alle capacità professionali, vengono presi in considerazione anche la loro appartenenza linguistica e regionale.

La grande maggioranza della Camera alta reputa che l’iniziativa andrebbe a minare l’attuale procedura democratica dell’elezione dei giudici federali, diminuendo l’accettazione tra la popolazione. "Il motto dev’essere: votare invece di tirare i dadi. Democrazia invece di lotteria", ha dichiarato il consigliere agli Stati argoviese Andrea Caroni (Partito liberale radicale, destra). Dello stesso avviso anche la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter, secondo la quale "affidarsi al caso, in politica, ma anche nella vita, è piuttosto rischioso".

La neutralità a cui aspirano i promotori dell'iniziativa (la scelta dei candidati da parte di una commissione indipendente eletta dal Consiglio federale) non ci sarebbe, stando al consigliere agli Stati ginevrino Carlo Sommaruga (Partito socialista): "Questa proposta suggerisce che ci sarebbe più neutralità. Non è vero. È un’illusione. Anche per una commissione di esperti: bisogna nominarli, bisogna fare delle scelte. Scelte che non sono neutre."

Trattandosi di un’iniziativa popolare, inoltre, l’ultima parola spetta ora ai cittadini, che si recheranno alle urne per decidere se accettare o meno l’iniziativa, per la quale l’Esecutivo non ha presentato nessun controprogettoLink esterno.

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