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Gli uomini della 'ndrangheta in Svizzera

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L'approfondimento settimanale della RSI Falò affronta lo spinoso tema delle cosche in terra elvetica: che portata hanno e cosa si sta facendo per contrastarli?

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 maggio 2022 - 13:30
RSI, Falò

Una mattina di novembre dell’anno scorso in un bar di Lugano sono state arrestate due persone. I sospetti nei loro confronti sono di narcotraffico e associazione mafiosa. Chi li conosce resta esterrefatto, sono persone gentili e perbene.

L’ipotesi degli inquirenti è che siano uomini della ‘ndrangheta. Assieme a loro, altre nove persone finiscono in prigione nella Svizzera tedesca. Dalle carte dell’inchiesta emergono almeno due fatti inquietanti. Primo: la più grande organizzazione criminale al mondo è radicata nel nostro paese, secondo: i suoi uomini sono lontani dallo stereotipo del mafioso; spesso, infatti, si tratta di persone insospettabili che sanno integrarsi nella nostra società. Tra di loro c’è chi traffica stupefacenti, ma c’è anche chi investe nella nostra economia.

La Svizzera (la sua classe politica, ma anche la sua popolazione) è cosciente di questo pericolo? Che cosa si sta facendo a livello federale per contrastare la presenza delle mafie nel nostro paese? Che mezzi ci sono a disposizione delle autorità? È stato questo il tema trattato nell'ultima puntata di Falò, in cui è stato ospite il procuratore generale della Confederazione Stefan Blätter.


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