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Riforma del diritto d'autore, critici i colossi del web

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Questo contenuto è stato pubblicato il 12 settembre 2018 - 20:22
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 12.9.2018)

Con il voto odierno del parlamento europeo finisce l'era dell'anarchia su internet. Il plenum ha infatti approvato con 438 voti contro 226 (e 39 astensioni) la riforma del copyright che responsabilizza le piattaforme, in particolare Facebook e Youtube, riguardo ai contenuti coperti da diritti postati dagli utenti.

Finora erano infatti le persone che caricavano video, immagini o testi protetti ad essere perseguiti nei tribunali mentre ora il discorso cambierà. Non subito perché prima di mettere a punto il testo di legge saranno condotte delle trattative che coinvolgeranno i vertici dell'Ue (Commissione, Consiglio).

Ma quello di oggi è destinato ad essere un primo punto fermo in materia. Gli autori saranno remunerati direttamente dalle piattaforme ma restano liberi di condividere i loro prodotti se lo vorranno.

Contro la decisione del legislativo continentale si sono espressi i rappresentanti dei giganti del web (Google a Facebook, Apple, eBay, Microsoft, Mozilla, Airbnb e Amazon), per i quali la riforma limiterà l'accesso dei cittadini europei alla condivisione online delle notizie e obbligherà al filtraggio dei contenuti caricati online.

 

 

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