La revisione dell’automobile, in salsa svizzera
Nella Confederazione elvetica, il controllo periodico dei veicoli a motore privati è una faccenda seria. Ordinanze e leggi federali impongono requisiti stringenti, e i Cantoni emettono raccomandazioni severe, e talvolta surreali.
Ti svegli la mattina con una sottile ansia. È arrivato il giorno del giudizio. L’appuntamento per la revisione periodica della tua automobile. L’esercizio in Svizzera si chiama “collaudo”. Pur evocando affari aeronautici o complesse messe in funzione di un apparecchio da sperimentare, si tratta semplicemente di uno dei pilastri moderni della sicurezza dei veicoli a motore di uso quotidiano.
Nel Paese, la questione è presa seriamente. Come le regole imposte dal Codice della strada, nella Confederazione l’obbligatorio controllo rispecchia qualità tipiche della svizzeritudine, dall’accuratezza del gesto alla passione per il dettaglio. La materia è regolata dall’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETVCollegamento esterno). Ogni Cantone è tenuto ad applicarla, ma il dipartimento delegato a eseguire il controllo ne gestisce in autonomia le modalità pratiche, e di comunicazione.
Silenzio, e tergicristalli
L’OETV non lascia nulla al caso. L’articolo 1 precisa che non possono circolare sulle strade pubbliche “veicoli a cuscino d’aria, con propulsore a elica o a reattore e altri veicoli a motore senza ruote o cingoli”. Siamo, insomma, tutte e tutti pregati di lasciare a casa l’aeroplano, il missile supersonico e il disco volante. L’articolo 23 toglie ogni dubbio sul nome delle cose, pertanto “un carro a mano, una carriola e una slitta a mano” ci spiega essere “veicoli senza propulsione propria trainati o spinti da una persona a piedi”. Mentre quelli “a trazione animale”, dice che sono “destinati a essere trainati da animali”.
Noi gente di Svizzera, ce lo rinfacciano spesso, abbiamo il pallino della sicurezza. L’Ordinanza ci ricorda dunque che i veicoli devono essere provvisti di “impianti di frenatura che permettono di immobilizzare il veicolo”. Metti che qualcuno li ometta, e si giunga così a un intollerabile moto perpetuo. Lo stesso vale per le porte dei veicoli: in base all’articolo 71, “un dispositivo deve impedire che si aprano involontariamente”. Confesso che l’articolo 66, pur sentendomi svizzera fino al midollo, mi lascia perplessa a chiedermi come fare a obbedire. Stabilisce infatti che le porte, il coperchio del baule e i tetti apribili devono poter essere chiusi “senza rumore”.
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L’angoscia aumenta con l’articolo 81, che prescrive che i tergicristalli devono funzionare automaticamente, e qui ancora ci siamo, ma anche che devono “effettuare al minimo 40 movimenti al minuto”. Confesso che ieri, che a Berna pioveva e son dovuta uscire con l’automobile per fare la spesa, ho scrutato con sospetto i miei tergicristalli, chiedendomi se da bravi residenti svizzeri, stiano effettuando con la dovuta diligenza il numero di movimenti al minuto prescritto dall’Ordinanza federale.
Mi sono tranquillizzata sui cosiddetti dispositivi acustici: l’OETV mette in guardia che sono vietate sirene, campane, campanelli e dispositivi “riproducenti versi di animali come pure quelli che funzionano sullo scappamento”. La mia auto sfoggia un normale clacson di fabbrica. Mi resta un dubbio sui miei concittadini e concittadine. Conoscendo il nostro approccio razionale, se chi legifera ha deciso di includere questo dettaglio, sarà forse accaduto che qualcuno aveva applicato cotante diavolerie a un veicolo. Forse un muggito di mucca? O magari il cinguettio di un’elvetica cinciallegraCollegamento esterno?
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Il pallino della pulizia
Dato che la pignoleria è tradizione nazionale, e visti gli stringenti nonché dettagliati requisiti di legge, alla vigilia del fatidico appuntamento in Svizzera noi usiamo, per sicurezza, portare l’automobile in un’officina per un controllo preventivo. Lo consigliano i Cantoni, e lo suggerisce il Touring club svizzero (TCS)Collegamento esterno. Invariabilmente, il mechanicus helveticus troverà qualcosa da aggiustare, con fattura da pagare entro 30 giorni. Almeno però noi ci leviamo un po’ di ansia, e risparmiamo brutte figure al fatale incontro.
Il momento del giudizio è gestito dalla cantonale Sezione della circolazioneCollegamento esterno. In Argovia, Berna, Neuchâtel, San Gallo, Soletta e Ticino, ci sono anche appositi centri tecnici del TCSCollegamento esterno. Se vengono riscontrati gravi difetti durante il dettagliato esame, dovranno essere risolti entro quattro settimane e – a seconda del Cantone – per certificarlo basterà la firma di un meccanico, oppure bisognerà di nuovo passare per le forche caudine.
Molti Cantoni specificano che l’automobile deve essere portata all’appuntamento “calda”. Ovvero, prima di arrivare all’ispezione deve aver percorso sufficienti chilometri perché una serie di parametri tecnici possa essere adeguatamente testata. Una consegna, comunque, nella Confederazione vale per tutti: il veicolo deve arrivare pulito al collaudo. Lo raccomanda ogni sito ufficiale, e chi vive in Svizzera è consapevole, che la questione è importante. Sempre. Il Canton Svitto precisa inoltre, che far lavare la scocca non basta, e mette in guardiaCollegamento esterno: se il mezzo non è davvero pulito, non si può effettuare il controllo. Insomma, ci rimandano a casa. Con onta.
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San Gallo precisaCollegamento esterno che ti devi presentare “almeno cinque minuti prima dell’appuntamento”, mentre il pur meridionale Ticino nel suo video esplicativoCollegamento esterno con fare materno esorta a metterci in marcia “con sufficiente anticipo, così da non arrivare in ritardo”. L’amichevole, istituzionale filmato si impiccia nei fatti nostri: “per evitare sovraffollamento, vi consigliamo di non venire accompagnati”.
In Svizzera, è prevista l’opzione “controllo volontario”. Buona se vuoi vendere un veicolo usato, o se soffri dell’elvetica paranoia da perfezione automobilistica. Incredibile ma vero, i veicoli di persone che beneficiano di privilegi diplomatici o consolari sono esonerati dall’obbligo dell’esame periodico. Si presume che le onorevoli personalità siano per definizione impeccabili. E ci mancherebbe. La citata Ordinanza ci fa capire che in Svizzera, chi lavora nel settore a scuola aveva ottimi voti in matematica. Per stabilire il numero di posti consentito in un pulminoCollegamento esterno, infatti, basta applicare questa snella formula che, non abbiamo dubbi, anche voi che ci leggete masticherete come un bastoncino di liquirizia:
Buttate la bilancia
L’Ordinanza, lo confesso, mi ha mandato in crisi su una questione delicata. Qual è il peso corporeo “normale”, quando si tratta di precisare quanto, in tutto, ne possa trasportare un veicolo a motore? Sancisce l’articolo 25Collegamento esterno che si tratta di 75 kg a persona per i mezzi di trasporto collettivi. Quantità che scende a 68, per le automobili. Non ditelo, per pietà, a parentele e amicizie che superino la soglia. Mi sento comunque di confermare di non aver mai visto in Svizzera una pattuglia di polizia armata di bilancia pesapersone.
Tutto bene, quel che finisce bene? Nell’estate del 2025, l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha tirato le orecchie a ben 14 Cantoni su 26, colpevoli di ritardo nell’esecuzione dei controlli periodici. Ha riportato il Tages-Anzeiger, che ci sarebbero in giro per il Paese 780’000 veicoli, pari all’11,2% del totale, che non sono in regola con il collaudo.
>> Ritardi nei collaudi, il servizio del Quotidiano RSI andato in onda il 24 marzo 2026:
Al quotidiano zurighese, l’USTRA ha ricordato che è responsabilità di chi possiede o conduce un veicolo garantire che sia sicuro e che rispetti le norme vigenti. Ci ha tenuto a precisare: “Questa responsabilità personale viene evidentemente presa sul serio, poiché le statistiche mostrano che solo l’1% degli incidenti è dovuto a difetti tecnici o a una manutenzione inadeguata”. Insomma, possiamo tirare un sospiro di sollievo: la cittadinanza elvetica si comporta bene. Ho deciso, comunque, di portare la mia impeccabile automobile a fare un controllo dal meccanico. Per maggiore sicurezza.
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