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A Losanna le famiglie imprenditoriali di tutto il mondo preparano il passaggio di testimone

La scritta "Losanna" a bordo del Lega Lemano.
Losanna è la sede di molte istituzioni internazionali, tra cui la Family Business Network. Keystone / Jean-Christophe Bott

Il Family Business Network, federazione internazionale con sede nel capoluogo vodese, offre alle famiglie imprenditoriali uno spazio di confronto sulle sfide comuni, dal passaggio generazionale alla formazione dei giovani. A raccontarne attività e obiettivi è Tommaso Fossati, esponente della nuova generazione del Gruppo Sella e copresidente della comunità NextGen. 

L’appuntamento è in via Sassetti 32, nella sede milanese del Gruppo Sella. Dall’ottavo piano la vista si apre su Palazzo Lombardia e sui nuovi profili della città. Tommaso Fossati ci accoglie in completo blu, senza cravatta. Classe 1994, nato a Milano ma cresciuto a Biella, possiede la doppia cittadinanza italiana e svizzera. Nel suo percorso si incontrano due storie familiari: da parte di padre, quella dei Fossati, le cui origini ticinesi risalgono a oltre 500anni fa; da parte di madre, quella dei Sella e del gruppo che porta il nome della famiglia. L’attività imprenditoriale dei Sella affonda le proprie radici nel tessile biellese del Cinquecento. La banca alla base dell’attuale gruppo fu fondata da Gaudenzio Sella nel 1886 e mantiene ancora oggi la propria sede nella città piemontese. 

Essere giunti alla sedicesima generazione della famiglia Sella non è soltanto motivo d’orgoglio. “Comporta un bellissimo carico di doveri e di lavoro”, racconta Tommaso Fossati. A ogni generazione viene chiesto di non disperdere quanto è già stato costruito, ma anche di non considerarlo acquisito: “Bisogna rimboccarsi le maniche, inventare e riuscire a portare qualcosa di nuovo a un tavolo già bello affollato”. 

Dopo gli studi in giurisprudenza tra Italia e Stati Uniti, Fossati ha lavorato in uno studio legale, avvicinandosi progressivamente al diritto bancario. Il desiderio di misurarsi con l’attività di famiglia è maturato anche frequentando giovani provenienti da altre dinastie imprenditoriali. In Italia, questo mondo non rappresenta una nicchia: le imprese a controllo familiare costituiscono circa il 66% delle aziende con fatturato superiore a 20 milioni di euro e impiegano circa 2,3 milioni di persone, in Italia e all’estero. Sono tutti dati dell’Osservatorio Nazionale sulle Aziende Familiari Italiane della BocconiCollegamento esterno. Anche in Svizzera le imprese familiari rappresentano una componente essenziale dell’economia: secondo uno studioCollegamento esterno di Lombard Odier, generano oltre il 60% del PIL e dell’occupazione del Paese. 

È in questo contesto che entra in scena il Family Business Network (FBNCollegamento esterno), una federazione internazionale non profit con sede a Losanna. 

Una federazione nella Confederazione

Il FBN riunisce associazioni nazionali di imprese familiari e offre ai loro membri uno spazio di confronto tra pari. I dati parlano di 33 associazioni, oltre 4’500 aziende familiari e circa 20’000 associati in 65 Paesi. Di questi, circa 8’000 hanno tra i 18 e i 40 anni e fanno parte della comunità NextGenCollegamento esterno, di cui Fossati è copresidente e rappresentante nel consiglio internazionale di FBN.  

La scelta di Losanna, secondo Fossati, non è un semplice dettaglio amministrativo. “Si è voluto fare nascere questo tipo di network internazionale in Svizzera ricalcando, in parte, il ruolo che il Paese già svolge come culla di moltissime organizzazioni internazionali” [come il Comitato olimpico internazionale, che ha sede proprio nella città sulle rive del Lemano ndr.]. 

Nel suo ragionamento, federazione e Confederazione finiscono quasi per rispecchiarsi. La capacità svizzera di fare coesistere lingue, culture e sensibilità differenti, insieme alla neutralità del Paese, offre alla rete un terreno riconoscibile ma non identificato con un unico blocco geopolitico. Secondo Fossati, una sede altrove avrebbe potuto imprimere all’associazione un carattere più continentale: europeo, asiatico o americano. “Losanna le consente invece di rivendicare un profilo completamente apolitico e internazionale”. 

Le stesse domande a Milano, Singapore o San Paolo

FBN organizza convegni, iniziative formative e occasioni di ascolto. Ogni anno il Global Summit mette in dialogo famiglie imprenditoriali, accademici e professionisti; un incontro internazionale è dedicato alla NextGen. Ma il valore della rete, sostiene Fossati, consiste soprattutto nel discutere apertamente con persone che affrontano problemi analoghi. 

“Quando mi trovo a parlare con un imprenditore svizzero, di Singapore oppure brasiliano, mi rendo conto che le problematiche e i temi sui quali riflettono sono sorprendentemente simili, a qualsiasi latitudine”. Confrontare molte risposte allo stesso problema permette a ciascuna famiglia di ricavare una soluzione adatta al proprio caso, andando oltre il confine nazionale. 

FBN SwitzerlandCollegamento esterno, la sezione svizzera fondata nel 2015, conta circa 250 imprese familiari e 500 membri. In Italia il punto di accesso è AIDAFCollegamento esterno, fondata nel 1997 e composta da oltre 300 aziende e quasi mille membri familiari. Ma come si entra nella rete globale? Non esiste un’ammissione centralizzata: normalmente ci si iscrive alla sezione nazionale in cui opera l’impresa. I criteri variano, ma richiedono in genere un controllo familiare effettivo, il coinvolgimento di almeno due generazioni – o l’avvio del passaggio alla seconda – e l’adesione a un codice di condotta. Consulenti e fornitori di servizi non possono entrare come famiglie imprenditoriali soltanto per accedere a potenziali clienti. 

Il passaggio generazionale come opportunità

Tra i temi discussi, uno precede tutti gli altri. Fossati lo definisce il primus inter pares: il passaggio generazionale, perché coinvolge contemporaneamente la proprietà, la vita della famiglia e la continuità dell’azienda. 

La successione può essere vissuta come un problema oppure come un’opportunità. La seconda prospettiva, sostiene, consente di portare nell’impresa “il meglio che una persona fresca – sia anagraficamente, sia per le esperienze che ha fatto – riesce ad apportare al tavolo”. Secondo Fossati, le aziende familiari dispongono inoltre di un vantaggio particolare: il tempo. Possono ragionare su orizzonti più lunghi e mantenere come obiettivo la solidità dell’azienda, il bene dei collaboratori e il servizio ai clienti. 

Il lungo periodo, però, non deve diventare lentezza. Innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, cambiamento climatico e instabilità geopolitica impongono una capacità di adattamento che le nuove generazioni possono contribuire ad accelerare. Per farlo devono prima trovare la propria identità, senza confonderla con il cognome che portano. 

“La principale sfida è rispettare una storia importante e i valori che ne fanno parte, senza però diventarne prigionieri”, afferma Fossati. Una base familiare solida può dare la tranquillità necessaria per osare, ma può anche produrre l’effetto opposto: “Quando sente di avere già raggiunto tanti traguardi, una persona può smettere di voler volare”.

Imprenditori riuniti, ma non per fare affari

C’è un’apparente contraddizione nel cuore di FBN. Migliaia di persone legate ad aziende di tutto il mondo partecipano agli stessi incontri, ma la federazione insiste sul fatto che non siano appuntamenti commerciali. La regola che rende possibile questo equilibrio si chiama nonsolicitation: nessun membro dovrebbe usare la rete per vendere prodotti, cercare clienti o sottoporre gli altri a proposte d’affari. 

“Chi partecipa è già esposto ogni giorno a sollecitazioni economiche. Lo scopo è invece ascoltare contenuti difficili da trovare altrove e incontrare persone che vivono la medesima questione declinandola attraverso culture differenti”. Il divieto di sollecitazione commerciale non impedisce che, nel tempo, nascano amicizie, collaborazioni o anche relazioni personali. Ma queste sono conseguenze della fiducia, non l’obiettivo dell’incontro.  

Dal Ticino al futuro del Gruppo Sella

La dimensione svizzera del suo percorso non si esaurisce nell’incarico a Losanna. Suo padre è ticinese e Fossati rivendica un legame profondo con Meride, oggi quartiere di Mendrisio. “Da mio padre e dal Ticino ho ereditato un forte attaccamento al proprio Paese di provenienza, ma anche una forte voglia – forse proprio un bisogno interiore – di esplorare e di muoversi”. 

La storia dei Fossati comprende artigiani, costruttori, notai e avvocati spostatisi tra Ticino ed Europa.  L’immagine scelta da Fossati unisce appartenenza e apertura: “Abbiamo i piedi ben piantati nel piccolo paese dal quale tutto ha avuto origine, ma con la visione rivolta oltre confine”. 

È lo stesso equilibrio che vorrebbe per il futuro del Gruppo Sella: conservare indipendenza, valori e radicamento territoriale, senza rinunciare all’innovazione e alla finanza digitale. Fossati non disegna per sé una traiettoria prestabilita, ma un criterio: ascoltare, creare valore nel lungo periodo e lasciare ciò che ha ricevuto in condizioni migliori. 

In fondo, è la stessa domanda che accompagna le famiglie riunite nella federazione di Losanna: come prendere il testimone senza limitarsi a custodirlo.

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