Navigation

Da Mattarella appello a rilanciare collaborazione Svizzera-UE

Sergio Mattarella, assieme al presidente della Confederazione Ignazio Cassis, è stato accolto con gli onori militari. © Keystone / Anthony Anex

In visita di Stato nella Confederazione, il presidente della Repubblica italiano ha espresso l'auspicio che la collaborazione tra Svizzera e Unione europea "possa presto riprendere su nuove e più robuste basi".

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 novembre 2022 - 20:30

Dopo aver incontrato lunedì sera alcuni rappresentanti della comunità italiana in Svizzera all'ambasciata di Berna e aver visitato martedì mattina la cattedrale e il museo Paul Klee nella capitale, Sergio Mattarella è stato accolto nel pomeriggio dal Consiglio federale in corpore su Piazza federale, per quella che è la prima visita di Stato nella Confederazione di un presidente dalla Repubblica dal 2014, quando Giorgio Napolitano venne a Lugano.

Il TG speciale sulla visita di Mattarella della Radiotelevisione svizzera:

Contenuto esterno

Accompagnato dal suo omologo elvetico Ignazio Cassis, Mattarella ha passato in rassegna il picchetto d'onore e salutato la discreta folla radunatasi davanti al palazzo del Parlamento, tra cui diversi italiani e italiane.

Prima dei colloqui con quattro membri del Governo federale, nella tradizionale allocuzione ufficiale il presidente della Repubblica ha sottolineato gli ottimi rapporti – "naturali, ampi e intensi" – che legano Svizzera e Italia, mentre Ignazio Cassis ha ricordato che se la Confederazione ha e ha avuto successo lo deve anche "all'impatto che migliaia di lavoratori e lavoratrici italiane hanno avuto nella nostra storia".

Una visita – ha poi dichiarato Cassis nella conferenza stampa che ha seguito i colloqui tra le due delegazioni – che "rappresenta una nuova pietra miliare della nostra storia comune e sono certo che Svizzera e Italia continueranno a scrivere insieme altri capitoli avvincenti di questa storia".

Accordo sui frontalieri e lista nera

Oltre alle relazioni tra Berna e Bruxelles, alla guerra in Ucraina e alla promozione della pace, le delegazioni elvetica e italiana hanno anche discusso dell'ingresso della Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell'ONU, che avverrà in gennaio, e di diversi temi bilaterali, tra cui l'accordo fiscale sui frontalieri e una lista nera italiana per le persone fisiche del 1989 su cui la Svizzera figura ancora.

Per quanto concerne l'accordo fiscale, il dossier è ormai entrato in dirittura finale, poiché pochi giorni fa il Consiglio dei ministri italiano ha dato il via libera all'intesa, che ora passa all'esame del Parlamento.

Il tema black list sembra per contro ancora essere in alto mare. "Essere cancellati da questa lista nera è molto importante non sul piano materiale ma simbolico", ha sottolineato Cassis. "È un disturbo inutile che non ha più ragione di esistere e sarebbe bene che non ci fosse più" anche perché la Svizzera ha già completato i suoi adempimenti".

End of insertion

Riavvicinare Svizzera e UE

Al di là delle frasi di rito, che testimoniano comunque dei rapporti molto distesi (in un passato non troppo lontano non è sempre stato così), Mattarella ha auspicato in particolare un riavvicinamento tra Svizzera e Unione europea.

La decisione della Svizzera di porre fine al negoziato sull'accordo quadro istituzionale, che avrebbe dovuto regolare i rapporti futuri tra Confederazione e UE, ha rappresentato "una battuta d'arresto".

"È vivo auspicio dell'Italia che il confronto possa presto riprendere su nuove e più robuste basi", ha sottolineato l'inquilino del Quirinale. "Si tratta di conservare e ulteriormente approfondire quel percorso virtuoso e, per certi versi, unico, che ha caratterizzato, sin dagli anni '90, il coinvolgimento della Svizzera nel più ampio progetto di condivisione dell'acquis comunitario nelle libertà fondamentali, nel rispetto delle opzioni che la Confederazione riterrà di fare proprie".

Lo sviluppo di relazioni sempre più strette tra Berna e Bruxelles "non solo non va abbandonato ma, anzi va coltivato con ancora maggiore convinzione", poiché sono "partner necessari, affidabili, amici, interdipendenti, uniti da un destino comune dettato dalla appartenenza alla civiltà europea".

La guerra in Ucraina sullo sfondo

Una necessità tanto più urgente in un contesto internazionale gravemente "condizionato e ferito dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina che "richiede da parte di tutte le democrazie, in particolare quelle europee, un rinnovato slancio di unità e coesione" a difesa di un sistema multilaterale fondato sul diritto internazionale e sull'eguaglianza fra gli Stati, ha proseguito Mattarella.

Proprio per quanto concerne la guerra in Ucraina, il capo dello Stato italiano ha sottolineato la "comunanza di analisi sulla gravità di quanto avvenuto, sull'esigenza di difendere la libertà e l'indipendenza di ogni Stato, l'uguaglianza degli Stati nella comunità internazionale e quindi l'esigenza di difendere in ogni modo il popolo ucraino rispetto a questa aggressione".

La promessa di Mattarella

"Il conflitto in Ucraina richiede solidarietà tra i Paesi che condividono gli stessi valori", gli ha fatto eco Ignazio Cassis, il quale ha pure auspicato un riavvicinamento tra Berna e Bruxelles e un ulteriore sviluppo delle relazioni.

Per il Consiglio federale, la strada non passa però da un accordo quadro bis, bensì dal proseguimento della via bilaterale, "con un approccio verticale e a pacchetti".

E l'Italia, ha promesso Sergio Mattarella, "farà di tutto" affinché "il percorso di collaborazione tra la Svizzera e l'UE, che per l'Italia è un tema di assoluto rilievo, avvenga".


I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?