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Da Lucerna secco “no” al finanziamento della nuova caserma per le Guardie svizzere

guardie svizzere
Le guardie svizzere al Vaticano hanno bisogno di una nuova casa, ma i soldi non arriveranno dal Canton Lucerna. Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved

L'elettorato del Canton Lucerna ha respinto a larga maggioranza la donazione di 400'000 franchi per partecipare alla costruzione di una nuova caserma della Guardia svizzera al Vaticano.

Il progetto è stato bocciato dal 71,5% delle persone recatesi alle urne. Il contributo proposto dalle autorità era destinato alla costruzione di una nuova caserma della Guardia svizzera in sostituzione di quella vecchia, costruita nel XIX secolo e ormai troppo piccola.

Una fondazione svizzera sta raccogliendo i fondi per finanziare la costruzione. La Confederazione ha già contribuito con cinque milioni di franchi svizzeri, così come il Vaticano. Inoltre, diversi Cantoni partecipano al finanziamento, senza che per il momento ciò abbia suscitato polemiche, a differenza invece di Lucerna.

Il referendum contro la donazione è stato promosso dal Partito socialista e dall’Alleanza dei liberi pensatori. Secondo i socialisti, questo cofinanziamento a favore di uno Stato “ricco” come il Vaticano era tanto più inaccettabile in quanto negli ultimi anni il Cantone ha dovuto effettuare dei risparmi che hanno colpito tutta la popolazione.

Per l’Associazione dei liberi pensatori, lo Stato non deve sostenere una comunità religiosa in modo unilaterale. Tra le sue argomentazioni, l’organizzazione ha anche sottolineato i ripetuti scandali che hanno scosso il Vaticano.

Stretti legami

Le autorità hanno invano sostenuto che la Guardia svizzera giova all’immagine del Paese e incarna i valori di sicurezza, lealtà e affidabilità cari alla Confederazione elvetica.

Il rifiuto da parte dell’elettorato lucernese è particolarmente sorprendente. I comandanti successivi della Guardia sono spesso venuti dal più grande cantone della Svizzera centrale, come l’attuale, Christoph Graf. I sostenitori del “sì” pensavano che questo stretto legame con il Vaticano sarebbe stato sufficiente a convincere la maggioranza dei cittadini e delle cittadine.

Le guardie e le loro famiglie stanno allo stretto

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo edificio in sostituzione della vecchia caserma della Guardia svizzera. I militari hanno bisogno di più spazio, anche a causa del futuro aumento del numero di guardie, da 110 a 135. Inoltre, sono necessari appartamenti per delle famiglie.

I nuovi edifici potrebbero anche ospitare guardie femminili, una decisione per la quale sarebbe necessaria l’approvazione del Papa.

La nuova caserma è stata progettata dallo studio di architettura ticinese Durisch e Noll. Il costo totale del progetto, compresi gli alloggi temporanei per le guardie durante il periodo di costruzione, ammonta a 50 milioni di franchi.

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