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Le Guardie svizzere potrebbero avere la loro rivoluzione rosa

Saper dare prova di impassibilità è un'altra delle caratteristiche delle Guardie Svizzere. Copyright 2018 The Associated Press. All Rights Reserved

Nel progetto della nuova caserma delle Guardie svizzere al Vaticano sono contemplati anche spazi per le donne. Prima di una simile rivoluzione, ci vorrà però il nullaosta del Papa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 settembre 2021 - 12:35
tvsvizzera.it/mar con Keystone-ATS

Cittadino svizzero, maschio, alto almeno 174 centimetri, sano, di buona reputazione e naturalmente cattolico praticante: sono questi alcuni dei requisiti per chi vuole entrare a far parte del più piccolo esercito del mondo. Il requisito 'maschile' potrebbe però sparire.

Nella nuova caserma delle Guardie svizzere, che dovrebbe essere completata nel 2026, sono infatti previste anche stanze singole con bagno privato e non sole camerate comuni, come finora.

"Fin dall'inizio è stato importante per noi che il nuovo edificio offrisse uno spazio al servizio delle donne", ha affermato al settimanale SonntagsZeitung Jean-Pierre Roth, a capo della fondazione che supervisiona il progetto.

Un passo appoggiato fortemente anche dalla presidente della Fondazione delle Guardie svizzere, l'ex consigliera federale Ruth Metzler-Arnold, che si dice molto contenta del fatto che venga aperta la discussione sulla questione di ammettere anche le donne. L'ex ministra, in Governo dal 1999 al 2003, è fiduciosa su un'apertura in questo senso del Vaticano.

Per modificare un requisito del genere sarebbe infatti necessaria una riforma da parte dello stesso Pontefice, cosa non del tutto impossibile considerati gli sforzi di Bergoglio per aprire maggiori spazi alle donne in Vaticano.

E bisognerà anche superare una tradizione ormai radicata in oltre 500 anni di storia. L'attuale comandante delle Guardie Christoph Graf, nel recente passato, ha sempre ribadito che una delle condizioni quadro per far parte di questo corpo è il sesso.

1'450 euro al mese

Il servizio dura almeno 26 mesi. Oltre al vitto e all'alloggio, ogni guardia svizzera riceve un soldo di 1'450 euro al mese. Durante l'incarico, ognuno riceve anche la cittadinanza vaticana ed è quindi un doppio cittadino. Il prerequisito, tuttavia, è che i nuovi arrivati devono essere celibi al momento del reclutamento. Il matrimonio è permesso solo dopo cinque anni di servizio e all'età di almeno 25 anni. La maggior parte delle Guardie svizzere sono dunque single e vivono in camerate comuni nella caserma dentro il Vaticano, subito dopo varcata Porta Sant'Anna. I comandanti e i membri sposati vivono in appartamenti separati.

La possibile apertura alle donne, in un futuro che comunque non sembra essere dietro l'angolo, potrebbe essere legata alla minore attrazione negli anni per i giovani svizzeri di diventare Guardie pontificie. Da una parte il calo demografico dall'altra anche il fatto che lo stipendio percepito è assai inferiore a quello che un giovane qualificato potrebbe guadagnare in Svizzera, che tra l'altro non soffre di problemi di disoccupazione giovanile.

L'esercito vaticano, 135 persone secondo il piano organico deciso con l'ultima riforma, ha visto quest'anno giurare 34 nuove reclute, un po' meno delle 38 del 2020.

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