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L’uomo di Mandela eletto presidente del Sudafrica

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Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2018 - 20:59
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 15.2.2018)

Cyril Ramaphosa è stato eletto oggi nuovo presidente del Sudafrica dal parlamento a Johannesburg.

La soluzione alla grave crisi, che si trascinava da mesi in seguito agli scandali di corruzione che hanno coinvolto Jacob Zuma, è stata possibile dopo le dimissioni annunciate ieri sera alla televisione dallo stesso capo dello Stato sudafricano.

Il 65enne Ramaphosa, che ricopriva la carica di vicepresidente, era l'unico candidato e non è stato quindi necessario un voto da parte dell’assemblea, che lo ha proclamato per bocca del suo presidente.

Dal profilo politico non dovrebbero esserci grossi stravolgimenti: il nuovo presidente è anch’egli membro dell’African National Congress e a dicembre era stato eletto alla testa del partito.

Fu l’uomo di Nelson Mandela ma una congiura di palazzo portò alla presidenza il discusso Jacob Zuma. “La lotta alla corruzione sarà la mia priorità”, ha subito detto l’ex leader del sindacato dei minatori, creando così un solco (almeno nelle intenzioni) rispetto al suo predecessore.

Ma il compito che lo attende è arduo. A 35 anni dalla fine dell’Apartheid la maggioranza nera ha conquistato il potere politico ma restano notevoli le diseguaglianze sociali ed economiche, mentre la disoccupazione e la criminalità, soprattutto nelle fatiscenti periferie urbane, si mantengono a livelli preoccupanti.

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