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Vivere senza bollette

L'autosufficienza energetica è possibile e il Parco per le Energie Rinnovabili umbro di Alessandro Ronca ne è un esempio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2022 - 16:00
Mario Messina

“Prima dell’inizio della guerra in Ucraina l’interesse per il nostro lavoro era minimo. Oggi, con le bollette alle stelle, mi arrivano almeno dieci chiamate al giorno di persone che vogliono diventare autosufficienti”. Alessandro Ronca è uno dei fondatori del PeR, il Parco per le Energie Rinnovabili di Guardea, in provincia di Terni. Qui, nel centro d’Italia, dal 2002 Ronca sperimenta l’autosufficienza energetica e la insegna a chi si rivolge a lui e si mostra interessato a una vita più sostenibile. Ma in vent’anni di attività il vero punto di svolta è arrivato con la crisi energetica in corso. “Quello che non è riuscito a fare neanche l’aumento dell’attenzione sulle questioni climatiche, lo ha fatto l’aumento delle bollette di luce e gas”, dice Ronca a Tvsvizzera.it senza nascondere il suo rammarico.  

Tra pannelli fotovoltaici, pale eoliche e altre tecnologie per la produzione di energia rinnovabile, Alessandro Ronca è riuscito a vivere senza bollette. La sua casa – che nasce a pochi metri dal Parco – è autosufficiente al 100%. Il PeR, che durante i weekend di formazione più frequentati ospita diverse decine di persone, è autosufficiente al 90%. “Un risultato che è arrivato nel tempo”, spiega Ronca.  

Nato e cresciuto a Roma, Alessandro Ronca ben presto inizia a girare il mondo facendo prima l’istruttore di sub, poi il direttore d’albergo. “Ma il contatto con l’opulenza tipica del turismo mi stava stretta, così decisi di prendermi un anno sabatico e trasferirmi qui”.  

L’interesse cominciò a causa di un problema molto pratico: qui non c’era acqua

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Nel 2002, nella sua nuova casa immersa nei boschi dell’Umbria, Alessandro inizia a studiare l’autosufficienza. “L’interesse cominciò a causa di un problema molto pratico: qui non c’era acqua. Non ci sono ruscelli o altri corsi d’acqua e questa casetta non era allacciata all’acquedotto. Provai a chiedere l’allacciamento a quello privato degli abitanti di un agglomerato urbano qui vicino ma me lo negarono. Eppure pensai: ‘Qui, prima che arrivassi io, hanno vissuto esseri umani per centinaia di anni. Come hanno fatto?’. Allora decisi di cominciare a studiare leggendo centinaia di libri. In un anno credo di aver letto tra i 300 e i 400 volumi sull’argomento”.  

L’interesse vien leggendo, evidentemente. Perché Alessandro decise di non fermarsi al problema idrico ma di continuare fino a spingersi verso l’autosufficienza totale. “Fu così che mi avvicinai ai temi della sostenibilità. Iniziai con l’acquisto di pannelli fotovoltaici, poi passai a sperimentare l’eolico con la costruzione di impianti fai-da-te. Iniziò a venirmi l’idea di creare un agriturismo ecologico, una forma di turismo totalmente diversa da quella in cui avevo lavorato fino ad allora”.  

Fu così che tre anni dopo nacque il PeR. “Ma le persone che venivano qui sembravano più interessate a imparare che a riposarsi. Così nacque l’idea di creare dei momenti di formazione in cui chiunque potesse imparare a vivere senza bollette”.  

“Il primo corso di formazione – ricorda Ronca – lo tenni dieci anni fa e si chiamava ‘Corso per proprietari di casa’. Da lì il progetto crebbe fino a diventare quello che è oggi”. Corsi di nicchia, comunque, perché l’idea di non dipendere più dall’energia acquistata ma da quella prodotta non fa presa su tutti. Almeno fino allo scorso aprile.  

“Fino a prima dello scoppio della guerra in Ucraina e l’inizio della crisi energetica mondiale qui venivano circa 30 persone al mese. Oggi siamo a più di cento. Evidentemente l’interesse a risparmiare è più forte dell’interesse collettivo a salvare il Pianeta. Ma va bene anche così, eh. L’importante è che ci sia un avvicinamento a certi temi”, spiega Ronca.  

Eppure l’autosufficienza energetica e quindi la possibilità di vivere senza bollette non è da tutti. “Semplicemente perché non si può pensare di avere uno stile di vita basato sul consumismo se si produce da sé l’energia. Bisogna cambiare totalmente paradigma. Noi siamo abituati a pensare: ‘Ho bisogno di energia, pago e la ricevo’. Per vivere in autonomia energetica bisogna prima di tutto pensare di diminuire il proprio budget energetico giornaliero, poi adattarsi ai ritmi del sole e del vento. Non posso far partire la lavastoviglie se in questo momento il sole non c’è”.  

Ronca ha la risposta pronta all’obiezione che evidentemente gli fanno in molti. “Questo non significa tornare indietro – spiega – ma essere ragionevoli. L’energia non è infinita. Per produrla in maniera non pulita stiamo provocando danni al Pianeta”.  

L’interesse a risparmiare è più forte dell’interesse collettivo a salvare il Pianeta. Ma va bene anche così, eh. L’importante è che ci sia un avvicinamento a certi temi

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Dunque vivere senza bollette è facile, basta seguire le sue regole, accettare di cambiare visione sull’energia e il gioco è fatto? “Assolutamente no”, afferma Ronca. “Spesso la gente mi chiede la ricetta per l’autosufficienza energetica. Ma la verità è che una ricetta non esiste. Ognuno deve crearsi la propria. Perché questa dipende da tanti fattori: dalla posizione geografica in cui ci trova e quindi dalla possibilità di attingere a sole o vento; dal fatto che si vive in campagna, al mare o in città; dal fatto che la propria casa sia indipendente o in un condominio”.  

Vivere senza bollette a Roma, Milano o Napoli è senz’altro più complesso che farlo in mezzo ai boschi delle montagne umbre. “Ma l’importante è iniziare a cambiare modo di pensare l’energia e il nostro rapporto con essa. Il resto, prima o poi, verrà da sé”.  

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