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Vendita fasulla di due Cézanne a Lugano

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Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2017 - 18:57
Francesco Lepori

Una clamorosa truffa nel mondo dell’arte si appresta ad approdare nelle aule ticinesi. Niente quadri falsi, stavolta, ma un falso intermediario che millantava mandati per la vendita di opere originali. Le tele del maestro impressionista Paul Cézanne.

L’intermediario in questione è una 61enne belga titolare di una società con sede a Lugano, la Empire Fine Arts Sagl. La vittima del raggiro un gallerista di Parigi, a cui la donna fece appunto credere di essere stata incaricata, da una fondazione americana, di piazzare i dipinti di Cézanne. 

Rassicurato da una serie di documenti (in realtà fasulli), il 29 agosto 2016 il commerciante le versò un acconto di 85'000 euro per l’acquisto, a 85 milioni di euro, de “La Montagne Sainte-Victoire vue des Lauves”.

Pochi giorni più tardi la sedicente intermediaria tentò il secondo colpaccio: la vendita, al prezzo di 93 milioni di euro, de “La Citerne dans le parc du Château Noir”. Prima di versare l’anticipo (sempre dell’1%) il francese scoprì però l’inganno.

Lunedì il procuratore pubblico Andrea Maria Balerna ha rinviato a giudizio la 61enne (difesa da Giovanni Molo), che alle Assise Correzionali dovrà rispondere di ripetuta truffa, ripetuta falsità in documenti e ripetuto riciclaggio di denaro. Soldi che il gallerista, rappresentato da Stefano Ferrari, ha recuperato soltanto in minima parte.

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