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Si studia il vaccino spray

Nel 2009 è stato creato uno spray vaccinale contro N1H1 (influenza suina). Presto anche la verasione contro il Covid-19? Keystone / Tannen Maury

Un team di ricercatori dell’istituto di virologia e immunologia dell’Università di Berna sta sviluppando un vaccino anti Covid che può essere somministrato per via nasale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2021 - 10:31
tvsvizzera.it/mrj

Si potrebbe così convincere  a farsi immunizzare almeno una parte del 34% della popolazione elvetica: quella che per il momento ci ha rinunciato per paura degli aghi.

”Lo si somministra proprio dove ha luogo l’infezione, ovvero sulla mucosa. Qui si sviluppa un’immunità particolare, che di solito si forma quando ci si infetta in modo naturale. Noi proviamo ad imitare lo stesso procedimento con un virus non pericoloso”, spiega il virologo Volker Thiel, che fa parte del team. L’infezione viene così fermata direttamente sul nascere.

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Il vaccino, sul quale i ricercatori stanno lavorando dall’inizio della pandemia, avrebbe inoltre anche il vantaggio di essere più efficace soprattutto contro le nuove varianti. A dirlo è Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni. Questo perché, a differenza dei preparati “classici” mRNA, quello in formato spray si baserebbe su tutto il virus e non solo sulla proteina-spike. “Attualmente numerose mutazioni si formano proprio su questa proteina”, aggiunge Volker Thiel. “I vaccini che si basano su questo principio in alcuni casi dovranno essere adattati. Se invece usassimo tutto il virus, dovremmo ricorrere meno spesso a degli adeguamenti”

L’omologazione non è però dietro l’angolo. Al momento non è ancora chiaro quando arriverà un’omologazione per il vaccino spray. L’anno prossimo dovrebbero iniziare i primi test su dei volontari. “È un cammino lungo e faticoso. Fortunatamente abbiamo dei vaccini mRNA molto buoni. Sono molto efficaci ed estremamente sicuri. Riuscire a superare i prodotti attuali sarà una sfida non da poco”, sottolinea Christoph Berger.

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