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Romandia, si va verso il triage di pazienti

Operazioni non urgenti rimandate e cure intense al limite: lo spettro del triage negli ospedali romandi Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved.

L’emergenza sanitaria è sempre più importante nel canton Vallese: attualmente nei reparti di terapia intensiva sono rimasti solo 3 posti disponibili, ossia il 4% del totale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 dicembre 2021 - 20:46
tvsvizzera.it/mrj

Questi "devono rimanere liberi per le urgenze e la chirurgia”, spiega Eric Bonvin, direttore di Hôpital du Valais (Ospedale del Vallese).  Per questa ragione, nel cantone diverse operazioni non urgenti sono state rimandate. Ma anche perché manca personale sanitario, ormai allo stremo dopo due anni di pandemia.

La Romandia intera, in realtà, deve fare i conti con l’aumento di contagi: al centro ospedaliero universitario (CHUV) di Losanna è stato sospeso il 45% degli interventi, a Ginevra il 18%, a Neuchâtel il 20%, a Friburgo il 10% e nel Giura il 33%.

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Si tratta di un problema che ha ormai anche risvolti etici: visto che l’accesso alle cure non può essere assicurato a tutti, come decidere se ammettere una persona non vaccinata che presenta complicazioni legate al Covid-19 al posto di un o una paziente con una malattia cronica che potrebbe essere salvata?

Questioni fondamentali che hanno spinto in questi giorni la Società svizzera di oncologia (Oncosiosse) di pronunciarsi al proposito, inviando una lettera aperta all’Associazione svizzera di scienze mediche (ASSM): l’accesso alle terapie intensive è difficile per i malati di cancro anche in tempi normali, scrivono, poiché spesso mancano conoscenze sufficienti sulle possibilità di successo dei trattamenti cui vengono sottoposti. Oncosuisse teme ora che la situazione peggiori ulteriormente. Suggerisce quindi all’ASSM di comunicare, per esempio, che in caso di polmonite grave i vaccinati riceverebbero un trattamento preferenziale. Si inciterebbero così le persone a farsi vaccinare. Ricorda poi che la maggior parte di chi è malato di cancro è vaccinata ma non riesce a sviluppare una buona immunità a causa delle terapie che riceve. Un doppio svantaggio, insomma, per questa categoria di pazienti.

“Ovviamente tutti noi sul terreno abbiamo paura di questa situazione”, dice a questo proposito Eric Bonvin, “perché se un giorno ci trovassimo in questa situazione inedita (il triage, ndr), sarebbe molto difficile per noi da gestire da un punto di vista umano”.

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