Riciclaggio, possibile rinvio a giudizio a dicembre per Galeazzi
La vicenda giudiziaria del municipale di Lugano Tiziano Galeazzi, coinvolto in un'inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo per riciclaggio e altri reati fiscali a carico dell'imprenditore Luca Siriani, si chiarirà davanti al giudice (gup) il prossimo 15 dicembre.
Nell’udienza preliminare che si è tenuta mercoledì il legale del politico ticinese, l’avvocato Davide Giudici, ha preannunciato l’intenzione del suo assistito, in caso di rinvio a giudizio, di procedere con rito ordinario mentre altri imputati, tra cui lo stesso principale indagato nel procedimento “Pecunia olet” Luca Siriani, si apprestano a chiedere il patteggiamento.
Sulle richieste della procura in merito all’istruzione del processo deciderà a metà dicembre, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, la giudice dell’udienza preliminare di Bergamo Maria Beatrice Parati. Secondo l’accusa Tiziano Galeazzi, dapprima in qualità di dipendente di una banca e in seguito come consulente finanziario, avrebbe aiutato componenti della famiglia dell’imprenditore a riciclare dieci milioni di euro che sarebbero finiti su conti svizzeri, dopo essere transitati tra Italia, San Marino, Isole Marshall e Singapore.
Da parte sua il neo municipale di Lugano continua a professarsi estraneo ai fatti, asserendo che la vicenda risale a parecchi anni fa, intorno al 2011, e di aver sempre rispettato le leggi bancarie svizzere e le regole della banca in cui era impiegato. Allora nella Confederazione vigeva infatti ancora il segreto bancario per i contribuenti esteri.
A suo sostegno è nel frattempo intervenuto il Tribunale federale che nel 2018 non ha accolto la tesi del riciclaggio e ha dissequestrato parte della somma contenuta nei conti svizzeri, di cui è titolare la moglie dell’imprenditore, una vecchia cliente della banca in cui operava il politico democentrista.
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