Navigation

Deputato ticinese indagato in Italia: "Non ho nulla da nascondere"

Tra le persone indagate dalla procura di Brescia nell’ambito dell’inchiesta ‘Pecunia olet’ figurano anche il deputato UDC al Gran Consiglio ticinese Tiziano Galeazzi e un fiduciario del Locarnese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 dicembre 2016 - 09:12
tvsvizzera.it/ri con RSI (CSI e Quotidiano del 21.12.2016)


Al centro della vicenda, che ha portato al sequestro di 10 milioni di euro, vi è una 41enne imprenditrice bergamasca residente a Lugano che avrebbe svuotato società edili e trasferito il denaro verso conti in Svizzera, a San Marino e Singapore intestati a società panamensi o delle Isole Vergini.

Galeazzi, interpellato dalla RSI, ammette di aver gestito il conto dell’imprenditrice in veste di dipendente di una banca all’inizio degli anni Duemila, e riferisce che in seguito a una rogatoria le autorità elvetiche hanno appurato che non vi sono state irregolarità.

“Sono tranquillo, in Svizzera non mi si rimprovera nulla”, sottolinea. “Era una cliente di vecchia data che ho seguito anni fa solo come consulente patrimoniale e secondo le regole”.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.