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Lavoro gratuito sotto la lente

Lavorare in cambio di esperienza e visibilità. Il fenomeno del lavoro gratuito o poco retribuito, sempre più diffuso e sempre più studiato, è ora oggetto di una ricerca della Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana (SUPSI).

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Il lavoro gratuito sta prendendo sempre più piede, lo sanno bene i volontari di Expo 2015. Durante il grande evento internazionale, il 60% delle persone impiegate lo ha fatto senza remunerazione.

Spartaco Greppi, responsabile ricerca dell’area lavoro sociale del Dipartimento di economia aziendale della SUPSI, lo sviluppo tecnologico ha creato nuove forme di lavoro gratuito che si differenziano da quelle “storiche” di volontariato o lavoro domestico non retribuito.

Un gruppo di volontari a Expo milano 2015. Keystone


Il dilagare di questo fenomeno preoccupa anche perché i prelievi sotto forma di imposte e contributi sociali forniti dai salariati vengono a mancare.

Per raccogliere le testimonianze di chi ha vissuto o sta vivendo queste situazioni, la SUPSI ha stato creato il sito online “Lavori gratis?Collegamento esterno“. Questa piattaforma ha anche l’obiettivo di aiutare chi lavora senza essere pagato a organizzarsi, dando voce a una realtà altrimenti relegata alla dimensione privata e individuale.

I primi risultati della ricerca sono attesi il prossimo giugno. 


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