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Nessun cartello sui prezzi della benzina in Svizzera

pompa di benzina
I prezzi sono aumentati, ma non a causa di un'intesa tra i rivenditori. © Keystone / Martial Trezzini

Non ci sono stati accordi tra i rivenditori sui prezzi del carburante: a dirlo è la Commissione della concorrenza (COMCO) nel suo rapporto annuale.  

La Commissione della concorrenza (COMCO) non ha trovato indizi di un cartello sui prezzi dei carburanti, malgrado avesse ricevuto diverse segnalazioni in tal senso dopo che il costo di benzina e diesel alla pompa è cresciuto. Un rincaro, ricordiamo, avvenuto in concomitanza con la guerra in Ucraina. 

Ci sono diversi fattori che possono portare a un aumento simultaneo di questi prezzi, scrive la COMCO nel suo rapporto annuale pubblicato mercoledì. Tra questi, oltre al prezzo del greggio, c’è anche il tasso di cambio franco-dollaro (il greggio viene infatti pagato in dollari americani e il deprezzamento del franco nei confronti di questa valuta implica un aumento dei prezzi), le tasse e le imposte, nonché i costi di trasporto sul Reno. “In Svizzera – si legge nel rapporto – l’unica raffineria è quella di Cressier (nel canton Neuchâtel, ndr), che produce circa il 25 % del carburante necessario per i veicoli su strada; per questo motivo, l’importazione di combustibili sul Reno è una fonte di approvvigionamento importante”. La grave siccità dell’estate 2022 ha portato a un abbassamento del livello di questo fiume e di conseguenza a una minore capacità delle navi cargo. Nel mese di luglio 2022 il prezzo del trasporto è passato dai 15-35 franchi per tonnellata a oltre 85 franchi. “Questo è un altro motivo dell’aumento dei prezzi del carburante nelle stazioni di servizio in Svizzera”. Per l’autorità che vigila sulla concorrenza, l’aumento è quindi giustificabile.  

grafico
Un grafico che illustra l’evoluzione dei prezzi del carburante. Rapporto 2022 della COMCO

Diesel vs. benzina  

Un esame dell’evoluzione del costo dei singoli carburanti ha mostrato una differenza tra benzina e diesel. In generale, i prezzi dei singoli carburanti sono aumentati di circa il 21% tra febbraio a luglio 2022. Da luglio a ottobre 2022, poi, il prezzo della benzina è sceso di nuovo di circa il 20%, attestandosi più o meno allo stesso livello registrato a febbraio 2022. Non è stato così per il diesel, calato solo del 9%. Perché? Questa differenza, si legge nel rapporto, “è probabilmente dovuta al fatto che il diesel può sostituire l’olio da riscaldamento, la cui domanda è aumentata già nella primavera del 2022 a causa del riempimento anticipato delle cisterne e degli impianti di stoccaggio per via della crisi, così come del passaggio delle imprese dal gas all’olio da riscaldamento”. 

Il prezzo del carburante nelle stazioni di servizio è determinato da diversi fattori: in primo luogo tasse e imposte (imposta sugli oli minerali, supplemento fiscale sugli oli minerali, tassa d’importazione e IVA), che hanno un peso di circa il 50%; in secondo luogo, il prezzo del greggio, il tasso di cambio CHF-USD e i costi di trasporto sul Reno, che determinano circa il 34% del prezzo. Ci sono poi i costi di distribuzione, ossia le spese sostenute per lo stoccaggio, il trasporto, la stazione di rifornimento, i salari, la compensazione di CO₂ e i costi di marketing. (Informazioni tratte dal Rapporto annuale 2022 COMCO e dal sito web del Touring Club Svizzero TCS) 

Le differenze regionali e gli aumenti nelle stazioni di servizio autostradali possono essere il risultato di differenze nelle “strutture dei costi” e nell'”intensità della concorrenza”, scrive l’autorità di sorveglianza.  

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Diritto della concorrenza in tempi di crisi 

Secondo la COMCO, i prezzi della benzina e del diesel sono aumentati in media da 1,91 a 2,93 franchi tra febbraio e luglio 2022. Poi sono diminuiti. In tempi di crisi, le richieste di intervento dello Stato possono farsi sentire a gran voce, osserva l’autorità: i prezzi elevati dei combustibili fossili hanno provocato molte segnalazioni da parte della popolazione. 

Dopo un paio di anni in cui la pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova la società, la politica e l’economia, la guerra in Ucraina ha portato nuove tensioni e incertezze. Questi periodi di crisi sollevano anche questioni relative al diritto in materia di cartelli, a cui il rapporto dedica particolare attenzione. 

cartello con prezzi benzina
I picchi raggiunti poco più di un anno fa. © Keystone / Urs Flueeler

La COMCO ha in particolare difeso il suo ruolo nell’approvvigionamento di gas per l’inverno 2022-2023. Restrizioni ingiustificate alla concorrenza non sono ammissibili e nessuno sul mercato dovrebbe essere favorito o svantaggiato senza che vi sia un’impellente necessità, indica il rapporto. 

L’industria del settore ha accusato “a sproposito” la COMCO di ritardare l’acquisto di gas basandosi sulla Legge sui cartelli (LCart), ha riferito in conferenza stampa a Berna il direttore della Commissione Patrik Ducrey. 

“Sul piede di guerra” 

“Siamo sul piede di guerra e pronti se le aziende approfittano delle situazioni di crisi”, ha aggiunto Ducrey. Questa intransigenza ha ad esempio dato i suoi frutti nel 2021: mentre le farmacie mettevano gratuitamente a disposizione della popolazione i test autodiagnostici per il Covid-19, un distributore aveva subìto pressioni per adeguare verso l’alto i prezzi dei suoi test a quelli della concorrenza. Era stato lui stesso a informare la COMCO. 

Dopo che la Commissione aveva avviato le indagini preliminari, queste pressioni sono state immediatamente interrotte. “Il nostro rapido intervento ha evitato danni”, ha dichiarato Ducrey. 

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