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Mondiali, le bizze del giovane Maradona

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Tra gli indiscussi protagonisti dei mondiali figura senz’altro il Pibe de Oro, che nel 1981 rilasciò un'intervista anche alla televisione svizzera, l’allora TSI di cui vi è ancora traccia negli Archivi RSI.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2022 - 13:00
tvsvizzera.it/spal con RSI (Archivi)

Il 20 novembre si apriranno i mondiali di calcio in Qatar e l’attesa, nonostante l’insolito periodo scelto per note ragioni climatiche, cresce ogni giorno di più. Per la nazionale elvetica, che si è qualificata ai danni degli Azzurri, le speranze di fare molta strada sui terreni di gioco dell’emirato non sono infondate, anche se il gruppo in cui è stata inserita la compagine rossocrociata (con Brasile, Serbia e Camerun) non è tra i più facili.

Tra i protagonisti assoluti di questo genere di manifestazioni c’è sicuramente Diego Armando Maradona che, secondo l’opinione degli esperti, si disputa l’alloro del calciatore più forte di sempre, perlomeno del secolo passato, insieme a Pelé.

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Il campione argentino, che ha partecipato a quattro mondiali, vanta il palmarès di una vittoria in Messico nel 1986 - in cui il suo apporto fu decisivo come testimonia il celebre “gol del secolo” nell’incontro disputato con l’Inghilterra nei quarti - e una finale a Roma quattro anni dopo. Mentre nel 1994 fu stoppato dall’antidoping, a conferma di una vicenda umana controversa, mentre l’Albiceleste stava avviandosi a un exploit.

Per gli amanti del pallone che attendono con trepidazione il calcio di inizio della competizione qatariota abbiamo scovato nei nostri archivi televisivi un documento significativo riguardante il Pibe de Oro, scomparso prematuramente il 25 novembre di due anni fa.

Nel 1981 ai colleghi di Obiettivo Sport l’allora 21enne Diego Armando Maradona aveva rilasciato un’intervista alla vigilia di un incontro a San Siro contro il Milan con il suo Boca Juniors, in cui emergono già tutte le caratteristiche del personaggio bizzoso ma di incontestabile talento. L’anno successivo disputò i suoi primi mondiali e si trasferì a Barcellona. Ma questa è già un’altra storia.

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