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“Meno flessibilità sul lavoro porterebbe a meno stress”

Ufficio pieno di pratiche da sbrigare.
"Negli ultimi anni i processi di lavoro sono costantemente accelerati e, allo stesso tempo, i datori di lavoro chiedono sempre più flessibilità ai lavoratori", contestano i sindacati. © Keystone / Christian Beutler

Il 40% dei lavoratori e delle lavoratrici in Svizzera dichiara di sentirsi esausto. I sindacati chiedono quindi misure legislative per combattere il costante aumento dei casi di esaurimento sul posto di lavoro.

A chiedere a gran voce un intervento legislativo sono le organizzazioni sindacali svizzere, che in una conferenza stampa odierna hanno proposto, tra le altre cose, regole più efficaci sugli straordinari, più vacanze e una riduzione della flessibilità sul lavoro.

“Stress e burnout sul lavoro sono in aumento. I sondaggi mostrano che quasi il 40% dei lavoratori dichiara di sentirsi esausto. Di conseguenza, sono sempre di più quelli che si ammalano, sia fisicamente che mentalmente”, sottolinea Travail.Suisse, presentando un’analisiCollegamento esterno dettagliata del fenomeno. 

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“Negli ultimi anni i processi di lavoro sono costantemente accelerati e, allo stesso tempo, i datori di lavoro chiedono sempre più flessibilità ai lavoratori”, ha spiegato Thomas Bauer, responsabile della politica economica di dell’organizzazione.

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Migmar Dhakyel, segretaria centrale del sindacato Syna, ha aggiunto: “In un numero crescente di aziende, i datori di lavoro stanno introducendo giornate lavorative eccessivamente lunghe e frammentate. Mettono così in pericolo la salute e la vita sociale del personale. Anche per le persone che lavorano part-time, le giornate lavorative di 12 o 13 ore stanno diventando sempre più comuni”. Allo stesso tempo, i contratti di lavoro precario, come il lavoro su chiamata e le assunzioni temporanee, sono sempre più diffusi e causano un forte stress.

“Meno flessibilità unilaterale”

Sebbene oggi ci siano già troppe possibilità in tal senso, i datori di lavoro chiedono ancora più flessibilità e danno meno certezze ai e alle dipendenti. “La protezione della salute dei lavoratori non è negoziabile, è necessaria meno flessibilità, non di più. Se sempre più lavoratori sono esausti e si ammalano a causa del loro lavoro, ci deve essere più tempo per riposare, meno flessibilità unilaterale e più pianificazione del lavoro”, ha asserito Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse.

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“Condizioni migliori aiuterebbero contro la carenza di personale”

Secondo diversi studi, il settore alberghiero e della ristorazione è quello in cui lo stress sul lavoro è maggiore. Roger Lang, responsabile giuridico del sindacato di settore Hotel & Gastro Union, chiede che il lavoro possa essere pianificato e abbia dei limiti. Giornate lavorative eccessivamente lunghe e cambiamenti frequenti, con poco preavviso, degli orari di lavoro causano stress inutili e rendono più difficile conciliare tempo libero, famiglia e lavoro. Se si vuole fare qualcosa per la carenza di personale nel settore, bisogna assolutamente iniziare da lì”.

Ma lo stress e la stanchezza non risparmiano nemmeno il lavoro d’ufficio. “Servono regole chiare che garantiscano il riposo e il diritto a non essere contattati durante il tempo libero”, spiega Olivia Stuber del sindacato Transfair. A causa della digitalizzazione, i lavoratori sono costretti ad adattarsi costantemente e devono far fronte a una maggiore intensità dell’attività lavorativa. Più ferie e orari di lavoro più brevi sono misure compensative sensate per proteggere la salute dei lavoratori in un mondo lavorativo sempre più veloce.

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