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Malattie tropicali Virus del Nilo, dopo il Po risalirà anche il Ticino?

Nuove minacce dalle zanzare

Una zanzara si nutre del sangue

(Keystone)

È stata un'annata di forte espansione per il virus del Nilo Occidentale (West Nile Virus) in Europa dove l'infezione, trasmessa dalle comuni zanzare notturne (le Culex Pipiens), si è propagata soprattutto in Italia, Serbia e Grecia.

In Italia si è diffusa nel Nordest e ha risalito il corso del Po. Negli scorsi giorni il virus, che nel 75 per cento dei casi è asintomatico, ha mietuto l'undicesima vittima, una pensionata 77enne di Mantova che, analogamente agli altri pazienti morti, presentava un quadro clinico precario a causa di altre patologie.

Numeri in crescita

In totale, al 22 agosto, l'Istituto superiore di sanità aveva conteggiato 255 persone contagiate quest'anno nella Penisola: 103 casi si sono manifestati in forme neuro-invasive, 112 con semplice febbre mentre in altri 40 casi il virus è stato identificato in donatori di sangue: le trasfusioni infatti sono il secondo canale di diffusione, dopo le punture di zanzara. In totale a tale data erano 11 le persone morte di cui 7 in Emilia Romagna, 3 nel Veneto e uno in Lombardia (ma nel frattempo vi sono stati altri 4 decessi in Veneto e uno nel Ravennate).

Ma focolai sono stati individuati anche in Piemonte, Toscana e persino in Sardegna. La trasmissione, hanno sottolineato ripetutamente in questi giorni gli esperti, non può avvenire da uomo a uomo ma solitamente da zanzare che si sono nutrite di sangue di uccelli, che sono il principale vettore di propagazione del virus, o di mammiferi infetti. Lo scorso anno erano stati solo 55 i contagi da WNV diagnosticati (che in un caso hanno portato al decesso della persona malata).

I sintomi e le terapie per il WNV

Nel 25 per cento dei casi, indica l'Ufficio federale della Sanità pubblicaLink esterno, sintomi simili a quelli influenzali si manifestano dopo un periodo d'incubazione di 2-14 giorni, con febbre alta e a volte un arrossamento della pelle del tronco. Si guarisce in un periodo di tempo che va da qualche giorno a qualche settimana. Complicazioni gravi, soprattutto encefaliti e meningiti, insorgono in meno dell'1% delle persone infette e colpiscono con maggior frequenza i più anziani. Queste complicazioni possono condurre alla morte nello 0,1% degli infettati. Non esiste al momento un vaccino, né una terapia specifica.

L'estate particolarmente calda, intervallata da frequenti fenomeni meteorologici, ha contribuito in modo determinante alla notevole diffusione delle zanzare quest'anno e in numerosi comuni italiani si stanno approntando piani straordinari di disinfestazione.

Svizzera al riparo (per ora)

In Svizzera per il momento la situazione è completamente diversa: negli ultimi 10 anni sono stati diagnosticati solo due casiLink esterno (un uomo nel 2012 e una donna nel 2013, sicuramente contagiati all'estero) ma i numeri registrati a poche decine di chilometri più a sud possono far ritenere che alcune propaggini dell'infezione possano sconfinare nella Confederazione, prima che le temperature più rigide dell'autunno ne frenino l'espansione. 

Sulla questione abbiamo interpellato la specialista cantonale, la dottoressa Eleonora Flacio del laboratorio di microbiologia applicata della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi).

 Il percorso del virus: il WNV è stato identificato nel 1937 in Uganda e fino agli anni '90 le infezioni sono state sporadiche. Nel 1996 si è avuta un'epidemia in Algeria e due anni dopo un'altra in Romania. Nel 1999 il West Nile virus è stato segnalato a New York, da dove si è espanso rapidamente nel continente. Una variante del virus è stata identificata nel 2004 in Ungheria. Questo ceppo è responsabile della grave epidemia nel nord della Grecia dl 2010 (33 morti). Nel 2012 è giunto in Italia che dal 2015 è il paese europeo con il numero maggiore di casi segnalati.    

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