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Islanda, un successo costruito poco a poco

Festa grande Keystone

Gli exploit della nazionale di calcio sono anche frutto d'una politica di promozione dello sport, contro le dipendenze da alcol e fumo

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 giugno 2016 - 21:34

Giorno di pausa, martedì, agli europei di Francia. Di calcio però si continua a parlare, specie della sorprendente nazionale islandese, che lunedì ha battuto l'Inghilterra e si è qualificata ai quarti di finale.

Parlare di miracolo sarebbe però riduttivo: i successi sono anche il frutto di una politica di promozione dello sport messa in atto dal governo di Reykjavik.

Una nazione che ha meno abitanti del canton Ticino che si qualifica per i quarti di finale di un campionato europeo di calcio. Basterebbe questo dato a far parlare di un miracolo.

Lunedì sera, a Nizza, l'Islanda si è sbarazzata anche degli inventori del calcio, gli ormai ex maestri inglesi, sconfitti meritatamente per 2 a 1 dopo una partita tutta cuore e muscoli e malgrado il gol subito su rigore dopo nemmeno cinque minuti di gioco.

L'Islanda entra dunque nell'olimpo delle migliori otto squadre del Continente, e nei quarti sfiderà una delle grandi favorite per la vittoria finale: i padroni di casa della Francia.

Ma l'impresa dei calciatori venuti da nord non è il frutto solo del caso o di un momento di forma favorevole. Dietro ai successi della nazionale, si cela una precisa strategia governativa avviata una quindicina di anni fa. Fatta di investimenti destinati a favorire la pratica del calcio, costruendo campi e impianti per sconfiggere la tendenza fin troppo spinta della gioventù verso alcol e fumo.

Ne è così nata una nazionale fatta non più di onesti dopolavoristi, bensì di professionisti che giocano nei campionati di mezza Europa. E che dopo aver eliminato la ben più blasonata olanda nel girone di qualificazione, continuano a soprendere durante le fase finale dell'europeo.

Con risultati che hanno scatenato un entusiasmo popolare senza precedenti non solo in patria: si stima infatti che siano almeno trentamila gli islandesi giunti in francia per assistere alle partite della nazionale. Quasi il 10% dell'intera popolazione dell'isola.

Dal TG delle 20 di martedì 28 giugno

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