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In pillole La settimana in Svizzera

(Keystone)

La condanna a 18 anni del padre di 8 figli, picchiati e violentati per anni, e il miliardo e trecento milioni stanziati dal governo federale in favore dell'integrazione dei paesi dell'Est nell'Unione europea sono i due fatti salienti della cronaca svizzera di questa settimana. A sud delle Alpi ha fatto discutere anche il contestato controllo degli ispettori cantonali al quartier generale dello stilista Philipp Plein.

Bimbi strappati alle famiglie indigenti e collocati in tetri orfanotrofi o impiegati in lavori umili e pesanti in aziende agricole. Torna d'attualità una triste pagina della storia svizzera: molte delle vittime non hanno infatti voluto chiedere le somme stanziate in loro favore a titolo di parziale risarcimento.

La condanna di primo grado inflitta dal tribunale di Yverdon al padre-aguzzino non esaurisce gli interrogativi su un'inquitante e sconcertante vicenda di prevaricazioni, maltrattamenti e stupri consumatasi all'interno di una famiglia nel Canton Vaud. In proposito il governo cantonale ha ordinato un'inchiesta esterna sull'operato dei servizi sociali che hanno seguito il caso.

Riunioni fiume a notte fonda, turni elastici terminati all'alba e tempi di riposo inadeguati. La sede luganese dello stilista Philipp Plein al centro di un'ispezione seguita alle segnalazioni giunte da alcuni dipendenti esasperati. L'imprenditore della moda denuncia: "trattati come criminali" mentre le autorità cittadien corrono in suo soccorso. Ma il quadro svelato dall'indagine è preoccupante.    

I rapporti tra Svizzera e Unione europea, inutile nasconderlo, sono in crisi. Bruxelles preme per un accordo "istituzionale" mentre Berna teme ingerenze esterne. Ma il mercato unico resta un approdo insostituibile per l'economia elvetica. Per queste ragioni il governo federale, nonostante i mal di pancia, mette in consultazione la proposta di stanziamento, senza contropartite, di 1,3 miliardi di franchi in favore della coesione europea. Ma la maggioranza dei partiti è contraria. 

Svizzera assediata dalla criminalità, per lo più importata dall'estero? La comune percezione della popolazione residente sembra essere di nuovo smentita dalle cifre dell'Ufficio federale di statistica che confermano il calo dei reati commessi nel paese dal 2012. 


tvsvizzera/spal con RSI (TG e Quotidiano)

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