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Il siluro, un ospite indesiderato

Ogni specchio d’acqua ha i suoi mostri, reali o meno: il lago di Loch Ness ha il suo “Nessie”, i laghi italo-svizzeri, invece, da diversi anni devono fare i conti con la presenza del siluro. Un programma italo-svizzero intende ora limitarne la proliferazione nei laghi Maggiore e Ceresio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 settembre 2021 - 08:32

Nel lago Ceresio il problema per ora rimane ancora contenuto, ma non nel Verbano, dove ormai, come ci viene confermato da autorità competenti e da più professionisti della pesca, il siluro è impossibile da debellare. Si tratta di un predatore estremamente vorace che, superata una certa dimensione, alle nostre latitudini non ha predatori naturali e si muove liberamente nelle acque, nutrendosi di crostacei, piccoli uccelli, altri pesci e delle loro uova. Ed è un “mangione”: gli esemplari possono raggiungere un peso fino a 80 kg, ma nel suo areale storico originario ne sono stati segnalati ancor più grossi.

Il problema non è solo il fatto che divorano gli altri pesci e le loro uova, ma che rovinano anche le reti poiché le rompono quando vi si impigliano. Ai pescatori servirebbero reti apposite per i siluri, con maglie più resistenti.

I cormorani, per molti peggio dei siluri Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved.

Sul Ceresio, ad essere un problema maggiore dei siluri sono i cormorani, che in un anno mangiano, secondo alcuni dati, 10 volte più pesci di quanti ne vengano pescati. Questo però non significa che il siluro sia ignorato. Viene monitorato, per quanto possibile e si stanno cercando soluzioni per contenerne l’espansione.

Questo pesce, che in pochi definirebbero di bella presenza, a queste latitudini non è a casa sua: è arrivato nelle acque svizzere diversi anni fa. L'ipotesi maggiormente accreditata, spiega il capo dell’Ufficio caccia e pesca ticinese Tiziano Putelli, è che fosse presente in alcuni laghetti per la pesca sportiva nel nord Italia e che ne sia uscito a causa di eventi alluvionali, che hanno portato all’esondazione di questi bacini. Qui il siluro ha potuto moltiplicarsi in tutta libertà e raggiungere nuovi corsi d'acqua, in assenza di predatori naturali; il Po in particolare gli è stato molto favorevole, poiché si tratta di un pesce che ama le acque torbide.

Carne pregiata per taluni, difficile da digerire per altri

Il siluro è una specie alloctona nei corsi e specchi d’acqua a sud delle Alpi, che però è diffusa nelle regioni lungo il Danubio e negli affluenti del Mar Nero, dove si apprezza anche la sua carne.

Carne che, a sud delle Alpi, è stata scoperta di recente, ma il cui consumo si sta diffondendo: a confermarlo è il pescatore professionista di Brissago (Lago Maggiore, parte svizzera) Jo Palmieri, che ne vende in quantità sempre maggiori, seppur limitate.

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Sharesalmo: cos'è?

Se per il momento l’impatto del siluro sembra essere ancora relativamente limitato, in futuro le cose potrebbero cambiare e uno degli obiettivi del programma interregionale Sharesalmo Link esternoè monitorare la situazione. Come ci spiega Putelli, “il progetto nasce essenzialmente con la volontà di attuare delle azioni a favore di salmonidi autoctoni, in particolare la trota lacustre, la trota marmorata e il temolo”.

La tutela di queste specie necessita anche un “contrasto alle specie alloctone, in particolare con un focus sul siluro, che minaccia proprio la conservazione e la biodiversità nelle acque prese in considerazione dal progetto”, aggiungr.

Il progetto è volutamente, e dovutamente, interregionale. I due laghi principali presi in considerazione (Maggiore e Ceresio) si trovano in parte in Italia e in parte in Svizzera, e sarebbe stato futile monitorare solo una parte senza sapere cosa succede al di là del confine (concetto d’altronde sconosciuto ai pesci). 

Invadente, estremamente affamato e pure bruttino.... sharesalmo.it

Sharesalmo è ancora un progetto giovane e risultati concreti potranno essere visti solo tra un paio di anni, ma da alcune azioni concrete sono già state attuate, come per esempio il contrasto dei siluri sulle loro potenziali aree di riproduzione durante l'inizio dell'estate: se la velocità di crescita del numero dei siluri aumentasse, la loro presenza potrebbe davvero influenzare la quantità di pesci nelle acque di Ticino, Grigioni e Lombardia.

Oltre a essere un ingordo, il siluro rappresenta anche un altro problema: poiché arriva da lontano, potrebbe anche essere portatore sano di malattie che invece potrebbero risultare mortali per le specie autoctone, prosegue Putelli.

E un progetto come Sharesalmo è proprio un'occasione in questo senso: valorizzando le specie autoctone si contrastano quelle indesiderate. “Con una visione a medio-lungo termine subentra il discorso della tutela della biodiversità, come pure la protezione degli interessi della pesca professionale e dilettantistica".

Zone protette: un problema?

Diversi pescatori professionisti da noi contattati hanno poi evocato un altro problema, per alcuni anche il principale: il fatto che nelle aree protette  non si possa pescare: si tratta spesso di aree paludose, che sono l’ambiente ideale per i siluri: “Se non possiamo andarli a prendere dove siamo sicuri che ce ne sono, le altre azioni non saranno sufficienti”, ci dice un pescatore professionista che preferisce restare anonimo.

Insomma, il problema del siluro è ormai assodato, tutti gli esperti del settore, dai pescatori al co-responsabile dell’itticoltura di Brusimpiano Alberto Borroni (che per Sharesalmo alleva trote che, una volta adulte, vengono rilasciate nel Ceresio e nella Tresa) lo confermano.

Non può più essere debellato e quindi bisogna cercare altre soluzioni: dalla pesca con reti apposite (più resistenti), alla promozione del commercio della sua carne. “È molto importante non praticare il Catch & ReleaseLink esterno: una volta preso un esemplare di siluro bisogna ucciderlo”, che sia per mangiarlo o semplicemente per smaltirlo, spiega Borroni.

Catch & Release che però in Svizzera non è permesso.Link esterno Oltre a ciò le normative ticinesi impongono espressamente la soppressione immediata di ogni esemplare di siluro catturato. Non sempre, però, questa regola viene rispettata, come ci spiega Arno Dagani, pescatore sportivo e fondatore di Ticino Pesca: “Non dimentichiamoci che si tratta di un pesce dalla carne molto grassa, la cui preparazione è abbastanza laboriosa. Se qualcuno ne cattura un grosso esemplare, non sa che farsene e quindi lo ributta in acqua. Sbagliando.” 

L’ospite indesiderato si è quindi ormai ambientato e non ha intenzione di andarsene, ora ai padroni di casa non resta che conviverci, scoprendo anche il suo potenziale in cucina. 

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