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Estradizione dei terroristi 'rossi', si decide a settembre

Tra i nove ex terroristi in attesa della decisione di estradizione vi è anche Giorgio Pietrostefani, fondatore di Lotta Continua e condannato assieme ad Adriano Sofri per l'omicidio del commissario Calabresi. Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved

La Corte d'appello di Parigi ha fissato al 29 settembre la decisione riguardo all'estradizione in Italia dei nove terroristi di estrema sinistra arrestati a fine aprile. Una vicenda che continua a far discutere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 luglio 2021 - 09:15
tvsvizzera.it/mar

Per tutti i nove ex terroristi è stato chiesto un supplemento di informazione all'Italia, poiché la documentazione allegata alla richiesta di estradizione è apparsa largamente insufficiente ed incompleta agli avvocati dei difensori. Il tribunale incaricato di esprimersi sulla richiesta di estradizione ha così stabilito giovedì scorso di rinviare al 29 settembre la decisione sulle questioni di costituzionalità sollevate dalla difesa.

Sulla vicenda, la Radiotelevisione svizzera ha intervistato Oreste Scalzone, fondatore alla fine degli anni '60 di Potere Operaio. Rifugiatosi in Francia nel 1981, Scalzone oggi è libero, poiché i reati che gli sono stati imputati sono caduti in prescrizione.

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Una posizione, quella di Scalzone, che non condivide assolutamente Alberto Torregiani, vittima di quelli che furono gli anni di piombo. Nel febbraio del 1979 suo padre, Pierluigi, gioielliere, fu ucciso a Milano da un commando dei Proletari armati per il comunismo. Durante la sparatoria fra il genitore che voleva difendersi e i terroristi, anche Alberto, allora quindicenne, venne gravemente ferito alla schiena e da allora vive paralizzato su una sedia a rotelle. "Sete di vendetta? No, per no è solo giustizia", sottolinea Torregiani.

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